Vivere con la Sorveglianza

Di Locusts and Wild Honey. Originale pubblicato l’otto gennaio 2023 con il titolo Living with Surveillance. Traduzione di Enrico Sanna.

Grafica di Eric Fleischmann

Tante chiacchiere qua e là tra i presunti antisociali che stanno nel cuore dell’impero: anarchici, gotici, cristiano-progressisti, disegnatori di tatuaggi, contadini utopici, studenti rivoluzionari.

Vogliamo l’“anonimato” digitale o no? Ovvero, detto in termini meno drammatici, dobbiamo avere Instagram? Dobbiamo avere Facebook? Dobbiamo accettare di buon grado Matrix?

“Anonimato” tra virgolette, perché ovviamente non esiste. Forse per qualche montanaro tedesco o per qualche oligarca statunitense di alto livello. Ma non per noi.

Ad ogni videocamera che incontri. Ad ogni cosa che compri. Ad ogni chiamata che fai. A tutto corrisponde una registrazione. Qualcuno o qualcosa sa cosa fai.

Un tempo era qualcuno delle tue parti, o del tuo paese, qualcuno che vedevi.

Oggi c’è un documento o qualcos’altro che parla di te, in un modo o nell’altro. È il 1984, ragazzi!

Certo non è proprio così, ma solo perché esiste ancora come formalità un limite, oggi sempre più ristretto, alle aziende e allo stato. Ancora non siamo ufficialmente gli Stati Uniti di Walmart, Disney o Amazon, per cui i nostri dati non sono raccolti da un supercomputer statale ma venduti o scambiati da entità tenute in piedi con risorse loro.

I modi per evitare questa industria della sorveglianza esistono. E fareste meglio ad usarli! VPNs! Email criptate! Duckduckgo! TOR! Magari compratevi una camo mask di C4SS! Valorizzate i vostri soldi! Fregate la motorizzazione! (fig. 1)

Anche criptomonete. Se serve.

Ma siamo realistici. Prendiamo il vostro profilo Instagram. Pubblicate le foto del cane e l’immagine fatta col canva. E magari organizzate qualche incontro pubblico. E ripubblicate roba sul mutuo aiuto. Ma questo non cambia il vostro status di sorvegliato.

Cosa direbbe Foucault se vedesse internet?? (Sono andato a controllare se Foucault ha conosciuto internet). Che è un panopticon al quadrato. L’identità come modalità della sorveglianza. Immaginate Sisifo sotto sorveglianza! Il ventre oscuro degli incubi kafkiani inconsci!!

La questione è: che tu sfasci il cellulare o no, che tu salti a bordo della nave che affonda chiamata Twitter o no, che tu metta il tuo nome sul profilo o no non fa nessuna differenza, si tratta semplicemente di scegliere tra essere scrutati con la lente o col microscopio.

O meglio, dipende da quale porzione della tua vita vuoi che sia più o meno sorvegliata. Come quando si evitava di dire il nome del proprio spacciatore al telefono di una certa compagnia telefonica. Credetemi, vengono a sapere tutto.

Fai quello che ti sembra sensato. Stabilisci delle priorità. Se sei felice, vuoi che sorveglino anche la tua felicità?

Se la risposta è no, segui i consigli di prima (vedi fig. 1). Dai un’occhiata alla Sprout Distro’s Security Zines collection! Mettici anche James C. Scott che spiega come lo stato ha bisogno di leggibilità, e SEKIII sulla sfida alla leggibilità come modo per fare resistenza di massa e creare controeconomia. Poi leggi come Scott fu finanziato dalla Cia.

E un’altra cosa. Tutti quei dati che nonostante i tuoi grandi sforzi non puoi proteggere sono solo le tracce del tuo passato: ciò che eri.

Possono beccare quello che eri. Non potranno mai cogliere ciò che stai diventando.

Al diavolo Minority Report. Al diavolo il predictive policing. Al diavolo anche l’oracolo di Delfi. Non importa l’accuratezza delle informazioni, c’è sempre un piccolo errore: un file perso, un nome dimenticato, un filo che non fa contatto, l’immutabile macigno dell’entropia che pesa sulla valutazione, la lettura e la vendita dei dati.

Dunque ci sono sempre scappatoie momentanee. Vie d’uscita, come le chiamano gli autonomisti. Incidenti fortuiti. Luoghi di autonomia temporanea. Miracoli. Segreti portati nella tomba. Lo sguardo dolce che hai condiviso in silenzio con qualcuno sulle rive dello stagno di Walden.

Dopo la morte della riservatezza, verrà anche la volta di questi momenti. La domanda allora è: riusciremo a coalizzarci e dar vita ad una forza fondamentalmente politica contro la sorveglianza di massa?

Le nostre traduzioni sono finanziate interamente da donazioni. Se vi piacciono i nostri testi, siete invitati a contribuire. Trovate le istruzioni su come fare nella pagina Sostieni C4SS: https://c4ss.org/sostieni-c4ss.

Anarchy and Democracy
Fighting Fascism
Markets Not Capitalism
The Anatomy of Escape
Organization Theory