L’Anarchia del Mercato Nero e del Mercato Verde
The following article is translated into Italian from the English original, written by H.B. Dillon Williams IV.

Mercato nero e agorismo sono parte integrante di come le persone libere salveranno il mondo dalla perenne oppressione economica e dal disastro ambientale. In cosa consiste l’attività del mercato nero? Cos’è l’agorismo e come fa a sovvertire il potere statale? Come fa l’agorismo a promuovere la sostenibilità ecologica? La risposta migliore viene dall’opera monumentale del teorico libertario di sinistra Samuel Edward Konkin III.

Konkin coniò il termine agorismo negli anni settanta. È una filosofia radicale e anarchica di mercato che incoraggia l’azione diretta e la creazione di istituzioni alternative nel mercato nero e nel mercato grigio, in opposizione a quelli che Konkin chiamava mercato bianco e mercato rosso.

Il Mercato Nero è quello in cui si fa compravendita o scambio di beni e servizi che lo stato considera illegali (l’acquisto di droghe psichedeliche, la compravendita di servizi sessuali, eccetera). Il Mercato Grigio è quello in cui si fa compravendita o scambio di beni e servizi che sono legali e regolati dallo stato, ma che si trovano fuori dalla sua influenza (acquistare medicinali legali ma senza prescrizione, pagare qualcuno in contanti affinché costruisca nella tua proprietà ignorando regolamenti edilizi e permessi, eccetera).

Il Mercato Bianco, al contrario è il luogo in cui si vendono e si scambiano beni e servizi entro i termini stabiliti dallo stato (acquistare un’auto e pagare le relative tasse, acquistare un medicinale dietro prescrizione, eccetera). Il Mercato Rosso, infine, è dove si vendono o si scambiano beni e servizi secondo le norme stabilite dallo stato, ma tramite un processo violento (gli interventi militari, la confisca di una proprietà da parte della polizia, le transazioni gestite da un cartello, gli allevamenti intensivi, eccetera).

Sia il mercato bianco che quello rosso contribuiscono, direttamente o indirettamente, alla violenza, mentre il mercato nero e quello grigio contribuiscono alla libertà (quando si basano sullo scambio pacifico). Infatti, molte entità del mercato nero, come i cartelli e le bande criminali, di fatto usano la violenza; in questo caso si può dire che agiscono come lo stato nel mercato rosso. Quando queste bande si oppongono ai monopoli statali, la loro posizione di potere è spesso attribuibile in gran parte alla criminalizzazione di beni e servizi da parte dello stato. È questa criminalizzazione che permette agli operatori del mercato nero di praticare prezzi più alti. Spesso, specialmente nel caso dei cartelli, il loro ambito operativo non è il libero mercato, ma un mercato fortemente regolamentato. Talvolta, quando si servono della violenza per far fuori possibili concorrenti, assumono un ruolo fondamentale nella regolamentazione di questi mercati.

La distinzione del mercato in quattro forme fa parte della più ampia concezione agorista del mondo e delle classi in cui è divisa la società: I produttori, i parassiti e chi è l’una e l’altra cosa. Konkin capisce che solo una popolazione libera e produttiva può tenere in piedi un’economia in grado di soddisfare i bisogni della società, e che sono gli uomini al governo e i loro potenti alleati della grande industria a rubare e opprimere. Dunque l’agorismo appartiene alla sinistra radicale, e non dev’essere confuso con le interpretazioni meno sfumate del pensiero anarchico come l’anarco-capitalismo, che spesso non riesce a identificare l’influenza corruttrice della classe capitalista.

Ora, poiché lo stato detiene il monopolio della legge e della sicurezza, chiunque partecipi ad un qualunque mercato illegale non ha nessuno a cui rivolgersi nel caso in cui sia vittima di un’ingiustizia. Il bisogno crescente di una soluzione “giudiziaria” all’interno del mercato nero dà vita ad istituzioni alternative, con esempi che vanno dalla mafia ai vari tribunali delle comunità etniche e religiose.

Siete Criminali e non lo Sapete

Sapere che la via migliore alla libertà passa per l’attività del mercato nero può essere sconfortante. Il mercato nero appare pericoloso, odioso e inutile. Ma sono molte le persone che già partecipano al mercato nero e a quello grigio senza rendersene conto.

Tra gli esempi: mercati da produttore a consumatore e mercatini delle pulci; fare acquisti in un sito di annunci e pagare in contanti; lavorare in cambio di contante senza denunciare l’introito al fisco (“lavoro in nero”); subaffitto (l’affitto in nero di una stanza inutilizzata); barbieri, parrucchieri, carrozzieri, artisti del tatuaggio, tecnici telefonici, elettricisti, idraulici, manovali, autisti associati ad Uber, tassisti per conto proprio, venditori ambulanti, e babysitter che spesso lavorano in cambio di contante e “senza ricevuta”; pagamenti con Bitcoin; compravendita di droghe illegali; rientro in patria dall’estero con beni proibiti (“contrabbando”); compravendita di beni e servizi senza usare denaro (“baratto”); giardinaggio; allevamento di bestiame senza autorizzazione.

Il mercato nero, come quello grigio, offre vantaggi economici, oltre ad offrire accesso ad una più ampia varietà di prodotti e servizi. In questi mercati i prezzi sono talvolta più bassi e più negoziabili. Più concorrenza significa più scelta. Questo è un bene non solo per il consumatore, ma anche per il produttore, che si ritrova con una clientela più ampia. I mercati nero e grigio rendono accessibili beni e servizi salvavita altrimenti difficili da ottenere, come la possibilità di acquistare un’arma aggirando controlli e periodi d’attesa imposti dallo stato.

L’agorismo in sé è una filosofia relativamente nuova, ma fa parte di quella tradizione senza età che è sempre stata presente nel corso della storia con molti esempi affascinanti.

Citando lo storico libertino Thaddeus Russell, autore di A Renegade History of the United States, la mafia italiana è la ragione principale per cui i primi club per gay aprirono in molte città, primo fra tutti per notorietà lo Stonewall di New York. Stonewall era famoso anche per la sua varietà etnica: attirava tanto bianchi quanto latinoamericani e italiani quando fu acquistato nel 1966 da Fat Tony, un mafioso che lavorava per la famiglia Genovese. L’incentivo economico rese le famiglie criminali dei Gambino e dei Genovese indifferenti allo stigma sociale associato a questo genere di attività. Fu grazie a ciò che una comunità tradizionalmente ostracizzata trovò un luogo sicuro in cui esprimere la propria individualità e la propria cultura unica.

L’Anarchia del Mercato Verde Come Fine Logico

Portando alle sue conseguenze logiche le conclusioni di Konkin riguardo produttori e parassiti, io vedo le seguenti implicazioni ecologiche. Come nota Konkin, ci sono entità economicamente autosufficienti e altre che non lo sono. Uno degli obiettivi di un anarchico di mercato è una società in cui le entità che non sono economicamente autosufficienti siano tenute in vita unicamente con mezzi volontari e pacifici. Questo esclude lo stato, ovviamente, ma non una rete di mutuo aiuto che offre servizi di assistenza sociale.

I principi base del capitalismo, come l’incentivazione (statale, es) delle aziende e l’appropriazione dei beni comuni, permettono alle entità parassitiche di prosperare e distruggere risorse. Se l’anarchismo porta ad una società in cui la produzione è sostenuta finanziariamente da chi è responsabile della gestione delle risorse, questo implica necessariamente una transizione verso una realtà in cui tutte le entità sono ecologicamente autosufficienti, ovvero verso un’anarchia di mercato verde.

Arrivare ad una società che reintegri al massimo le risorse appare sia una tendenza probabile di un mercato liberato che un valido obiettivo dell’anarchismo. Una società libera è una società che lascia nella terra risorse sufficienti allo sviluppo dei propri figli. Come anarchici, dovremmo dubitare di chiunque si dimostri troppo a suo agio con la distruzione, senza reintegro, delle risorse limitate del pianeta. Perché mai un razziatore dell’ambiente dovrebbe rispettare i nostri diritti se non rispetta neanche la sua proprietà? Questa è un’altra delle ragioni per cui ci opponiamo allo stato: lo stato inquina e lascia inquinare su larga scala.

L’enfasi che l’agorismo pone sull’azione diretta è importante ai fini ambientali: invece di aspettare l’azione politica bruciando tempo prezioso, dobbiamo cominciare ad agire ora. La scuola austriaca dice che il tempo ha valore, e se esiste una risorsa che lo stato brucia più di tutte questa è il tempo. Il tempo perso non torna né si può reintegrare; possiamo solo utilizzarlo nella maniera più efficiente possibile.

La “Carbon tax” di Bill Gates Opposta alla Soluzione Agorista

Bill Gates ha illustrato recentemente la sua opinione sul fatto che le energie alternative tardano ad affermarsi:

“Non ci si arricchisce. Anche nel caso di una nuova fonte energetica che costa quanto quella attuale e non emette CO2, non c’è certezza rispetto a ciò che è già stato ampiamente sperimentato, è già operativo su larghissima scala e ha già superato ogni intralcio normativo. Senza una sostanziale tassa sull’anidride carbonica, gli innovatori e gli acquirenti di nuovi impianti non sono incentivati al cambio.”

Neanche con la migliore volontà Gates avrebbe potuto apparire più capitalista. Quelle di cui parla sono le economie di scala incentivate politicamente, economie che avvantaggiano l’industria petrolifera, oltre alle normative che impongono costi sempre più alti alle imprese nascenti, così che le energie alternative sono rese artificialmente relativamente più care dei combustibili fossili. Tutte queste interferenze statali con il mercato servono a favorire il petrolio come fonte energetica. Ma, nonostante le parole di Gates sull’energia alternativa che non riesce a decollare, il mercato continua a sviluppare soluzioni, e ciò a dispetto dei tanti ostacoli. È interessante notare come Gates veda una soluzione in ulteriori tasse e non affronti l’ovvietà: togliere gli incentivi al petrolio.

Gates pensa che lo stato abbia bisogno di più soldi e più potere. Pare non rendersi conto del fatto che uno stato con più potere e più soldi avrà come effetto la vendita di più risorse a chi offre di più. La soluzione al problema non arriverà mai a Washington, né in altre capitali. Imprenditori di tutto il mondo stanno sviluppando soluzioni laddove la questione è abbastanza seria da rappresentare un incentivo economico. La richiesta globale di una moneta libera ha creato Bitcoin, e il bisogno di sicurezza personale ha portato alle armi stampate in 3-D. Anche la domanda crescente di soluzioni ecologicamente sostenibili sarà soddisfatta dal mercato, e la crescente regolamentazione non fa che rendere più probabile uno sviluppo iniziale di queste soluzioni nel mercato nero.

Nella guerra della popolazione contro l’impero, la popolazione vince man mano che tecnologie, conoscenze e capitali diventano sempre più decentralizzati. Con un’economia decentralizzata, l’ambiente è protetto più efficacemente. Senza il predominio capitalista, i grossi danni ambientali saranno meno possibili, e le soluzioni si svilupperanno in un regime di mercato liberato. La transizione verso una sostenibilità ambientale è il fine logico di una pratica anarchica e agorista.

Traduzione di Enrico Sanna.

Free Markets & Capitalism?
Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist