Contro Tutte le Nazioni e le Frontiere

[Di Charles Johnson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 15 ottobre 2013 con il titolo Against All Nations and Borders. Traduzione di Enrico Sanna.]

Il libertarismo non ha niente a che vedere con gli interessi nazionali. Riguarda la libertà individuale. La libertà di vivere la propria vita, cercare il proprio benessere, andare e venire dove si può o dove si è invitati. In fatto di immigrazione, le implicazioni sono evidenti: Tutti hanno diritti, non solo gli americani, i “cittadini”, le persone con un permesso di carta. Tutti hanno il diritto di possedere o affittare una proprietà, essere assunti, guadagnare da vivere ovunque lo vogliano, andare e venire ovunque, ovunque e comunque lo vogliano purché non intacchino l’eguale libertà altrui. Questo significa semplicemente libertà di movimento, frontiere aperte, e amnistia immediata e incondizionata per tutti gli immigrati senza documenti.

Se qualcuno affitta un appartamento ad un immigrato, quest’ultimo ha tutto il diritto di viverci, da qualunque parta provenga. Se un immigrato acquista un pezzo di terra, ha tutto il diritto di viverci, non importa da dove viene. Se un amico lo invita a dormire sul suo divano o in una camera disponibile, lui ha tutto il diritto di rimanerci finché il suo amico vuole. È chiaro. La nazione non c’entra nulla; il governo statale non c’entra nulla; il governo locale non c’entra nulla; i ficcanaso di quartiere e quelli fissati con il controllo delle frontiere non c’entrano nulla. Se non vuoi immigrati in casa tua, non li inviti. Se non vuoi immigrati in casa dei tuoi vicini, è dura; i pregiudizi è meglio tenerli in casa propria.

Un recente post sul blog su “Libertarian Realist” (in realtà né libertario né realistico) va contro la difesa della libertà d’immigrazione fatta da Sheldon Richman. Il post è un esempio di sofisticheria incredibile, e inizia con un lungo attacco al commento di Sheldon riguardo “il diritto di viaggiare e stabilirsi”. Controbatte dicendo che, in una società libera, il proprietario di un immobile dovrebbe poter mandare via gli intrusi, e che dunque tale diritto non può esistere. Forse è stata saltata la parte in cui Sheldon dice chiaramente che il diritto di immigrare liberamente è “il diritto di viaggiare e stabilirsi ovunque purché non si violino i diritti altrui”. O forse hanno finto di non vederla, sperando che nessuno notasse l’inganno. Certo, tutti hanno il diritto di chiudere la porta. La loro, non quella del vicino.

Come la maggior parte dei nazionalisti che credono nella sacralità delle frontiere, il “Libertario Realistico” in questione non è interessato alle implicazioni dei principi libertari; gli interessa soprattutto trovare un’interpretazione che gli permetta di arrivare ad una predefinita conclusione antiimmigrazione, credendo (erroneamente) che riguardi i principi della libertà individuale. Questa, secondo lui, sarebbe una critica schiacciante:

In materia di frontiere aperte abbiamo a che fare con… puristi morali la cui fede è un umanitarismo altruistico ed egalitario.

Lo ammetto, questa è la mia fede. Dopotutto, se l’alternativa è la corruzione morale, l’antiumanitarismo, o l’etica del dominio e della subordinazione, molto meglio le mie opinioni.

È trova strano che un libertario creda in cose come questa:

“… Ritengono moralmente sbagliato che una nazione persegua un programma migratorio per tornaconto personale.”

Dio mio, certo che è moralmente sbagliato che una nazione guardi al “tornaconto personale” in qualunque campo, soprattutto in materia di controllo delle frontiere. Le persone, non le nazioni, hanno tornaconti personali d’importanza morale. Le nazioni sono un inferno tossico di false identità, sono artefici di una mostruosa violenza politica. Una nazione non è un essere razionale; non è una libera associazione o un accordo firmato; è un collettivo messo su con la forza e scelto da nessuno, il cui interesse è solitamente un aborto degli interessi morali degli individui, se non il loro nemico giurato, interessi che in realtà dovrebbero essere coltivati, praticati e rispettati. Se qualcuno tiene alla libertà individuale, è bene che lasci perdere gli “interessi” nazionali, se non per calpestarli.

Le frontiere nazionali sono una piaga sulla faccia della terra. Tutte le nazioni dovrebbero essere rase al suolo.

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