Il Complotto dei Terroristi Mediatici
The following article is translated into Italian from the English original, written by Sheldon Richman.

Questo fine settimana la CNN ha mandato in onda come “Ultimissima” mozzafiato (tutto quello che manda in onda è una “Ultimissima” da mozzare il fiato) un nuovo sondaggio che dimostra come la gente sia sempre più spaventata dal terrorismo. La versione su internet dice: “Il terrorismo ha soppiantato l’economia quale problema nazionale più importante per gli elettori, come ha rivelato un recente sondaggio New York Times/CBS News. Il mese scorso, appena il 4% degli americani consideravano il terrorismo il problema più importante, secondo il New York Times. Oggi sono il 19%, quasi uno su cinque.”

Prosegue l’articolo: “Secondo il sondaggio, dopo gli attentati terroristici di Parigi e San Bernardino in California, gli americani hanno più paura di un altro attentato di quanta non ne abbiano avuta dalle settimane seguenti l’undici settembre 2001….

“Oltre quattro americani su dieci, il 44%, ritengono un attentato ‘molto’ probabile nei prossimi mesi. E il 70% considera l’Isis una grave minaccia alla sicurezza nazionale.

“Quasi il 60% nutre ‘grosse’ preoccupazioni riguardo la minaccia terroristica proveniente da immigrati. E il 63% è ‘molto’ preoccupato per possibili attentati commessi da persone che vivono negli Stati Uniti e che si ispirano ad estremisti all’estero.”

Qual è la probabilità che un americano sia vittima di un attentato? Curiosamente, la CNN non si cura di dirlo.

In realtà, le probabilità sono così scarse che questo diluvio mediatico, che sarebbe meglio chiamare terrorismo mediatico, appare ridicolo. È molto più probabile che gli americani muoiano per cause più banali, di qualunque genere, ma televisione e quotidiani non ve lo diranno mai.

Non è che non si trovino persone qualificate da intervistare. Sono anni che John Mueller e Mark G. Stewart mettono la minaccia terroristica in prospettiva. A Caccia di Fantasmi: Terrorismo e Polizia è il loro ultimo tentativo di far ragionare.

“Anche se alle condizioni attuali la probabilità che un americano sia ucciso da un terrorista nel territorio nazionale è circa uno su quattro milioni,” scrivono Mueller e Stewart, “il 40% degli americani, in sondaggi effettuati dalla fine del 2001, confessa di temere per la propria vita o quella dei famigliari ad opera di terroristi.”

Certo. I media lavorano giorno e notte per spaventarli. Ma è più probabile morire uccisi da un asteroide. Secondo Richard Jackson, del neozelandese National Centre for Peace and Conflict Studies, è più pericolosa una vasca da bagno o un distributore di bibite.

Dopo gli attentati, le autorità americane dal presidente in giù hanno lanciato continui allarmi su una prossima seconda ondata di attentati e sul numero di operativi di al Qaeda (2.000-5.000) e di cellule in sonno in America. La mancanza di prove fu considerata una prova. No sono stati trovati né operativi né cellule e non c’è stata alcuna seconda ondata, ma nessun’autorità ha mai chiesto scusa.

Dunque i trilioni di dollari spesi dal governo americano dall’undici settembre sono un’offesa.

La storia si ripete. Negli anni ottanta un gruppo di “esperti” di destra, aiutati dai media, cercò di terrorizzare gli americani con la storia di terroristi addestrati dall’Unione Sovietica residenti qui. Se così era, apparentemente preferirono vivere pacificamente invece di scatenare l’inferno.

Perché governo, mondo dei media e un’accozzaglia di consulenti spacciano paura?

La risposta è facile. Molti lucrano sulla paura del terrorismo. Politici e burocrati acquisiscono più potere. E più soldi (tramite prestiti, ovvero tasse sulle generazioni future). Soldi che finiscono nell’industria del terrorismo: un arcipelago di società che vendono allo stato un’infinità di beni e servizi.

Nessun candidato alla presidenza osa dire la verità perché i rivali lo accuserebbero di essere uno smidollato con la testa sotto la sabbia. Il terrorismo mediatico porta i peggiori ai vertici.

Infine ci sono i media, che alimentano l’“industria dei finti ‘esperti del terrore’”, che hanno tutte ogni ragione per gonfiare il pericolo. Il terrorismo mediatico attrae spettatori e lettori. Perché mai la CNN dovrebbe trasmettere qualcosa che spinge gli spettatori a cambiare canale?

L’americano medio paga un alto prezzo in termini di stress (che uccide), meno libertà, privacy e prosperità. La paura del terrorismo, poi, spinge molti ad approvare il militarismo americano in Medio Oriente, che crea più aspiranti terroristi di quanti non ne distrugga e serve a perpetuare l’inganno.

Cosa occorre per cambiare questo sistema perverso che si nutre di potere, guerra e paura?

Pubblicato anche su Free Association.

Traduzione di Enrico Sanna.

Free Markets & Capitalism?
Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist