Sanità per Tutti: Guida Informale ad una Sanità Anarchica

Di Logan Marie Glitterbomb. Originale pubblicato il primo agosto 2017 con il titolo Healthcare for All: An Informal Guide to Creating an Anarchist Medical System. Traduzione di Enrico Sanna.

In ambiti politici si parla tanto di come affrontare le disfunzioni della sanità. Nazionalizzare? Monopolio di stato? Alternativa pubblica in concorrenza col privato? Servono assicurazioni sanitarie cooperative? Dobbiamo cedere tutto alle aziende clientelari affinché lucrino sui nostri malanni? A prescindere dalle condizioni sanitarie, ci sono molti modi per decentrare e universalizzare l’assistenza medica secondo criteri anarchici.

Molti anarchisti sociali sono favorevoli ad una qualche forma di assistenza sanitaria universale gestita dallo stato che faccia da transizione verso un sistema anarco-sindacalista gestito dai lavoratori. Potrebbe funzionare, ma non risolverebbe il problema degli alti costi. Come spiega Adam Conover di Adam Ruins Everything:

[D]opo l’ascesa delle compagnie assicurative, la situazione dei rimborsi ospedalieri si è complicata anche perché queste enormi aziende chiedevano enormi sconti. Così per venire incontro a queste potenti assicurazioni gli ospedali hanno elaborato un piano.

Quale piano? Gonfiare artificialmente i prezzi e offrire alle assicurazioni uno sconto sui prezzi gonfiati. Alle assicurazione non importava purché potessero dire ai clienti che avevano lo sconto.

[I]n meno di un secolo, le parcelle degli ospedali sono passate da ragionevoli a assurde. Questi prezzi, gonfiati all’assurdo, sono nel prezzario dell’ospedale… L’inganno sta qui. Se uno non ha l’assicurazione paga secondo questo finto prezzario… E sono decenni che i politici discutono come pagare il conto invece di chiedersi perché è così alto.

Neanche la proposta di assistenza più universale potrebbe far nulla contro questi prezzi gonfiati. Tenendo conto di ciò, come si fa ad affrontare il problema alla radice e rendere il servizio più accessibile e conveniente?

Per trovare una soluzione, seguiremo le linee guida tracciate in Toward Just Healthcare, di Don Stacy:

1) Abolire i titoli obbligatori per il personale medico e l’accreditamento per le facoltà di medicina, gli ospedali, gli ambulatori, le industrie farmaceutiche, i produttori di strumenti medici e tutte le altre attività relative alla sanità.

Può spaventare qualcuno, ma come anarchici dobbiamo edificare soluzioni non statali che sostituiscano le funzioni utili dello stato. Questo significa usare associazioni e strumenti del mercato come sistema alternativo di accreditamento, eliminare le leggi che vietano la divulgazione di meriti e demeriti di medici e ospedali, eliminare i requisiti scolastici per la professione medica così che i medici possano specializzarsi in un solo ramo (solo le fratture, ad esempio).

2) Promuovere il mutuo aiuto popolare e le reti assistenziali.

Un modo efficace per promuovere l’accesso all’assistenza per i poveri passa attraverso la nascita e la gestione, nonché il volontariato in ambulatori gratuiti o cooperativi gestiti da associazioni. Queste strutture punterebbero più sulla prevenzione che sul trattamento, tagliando i costi e migliorando nel lungo termine la salute generale. La Ithaca Health Alliance è un’associazione nata dalle stesse menti che hanno creato la moneta alternativa basata sulle ore di lavoro e conosciuta come Ithaca Hours. È un grande esempio di cooperativa sanitaria comunitaria in linea con i valori e le tattiche anarchiche. La rete è formata da oltre 150 centri di assistenza e offre uno sconto del 5-10% a tutti i soci dell’associazione. La stessa associazione gestisce anche la Ithaca Free Clinic, un ambulatorio comunitario in cui medici, erboristi e agopunturisti volontari offrono assistenza gratuita. L’Ithaca Health Fund è un fondo che offre pagamenti per le emergenze a pazienti a basso reddito, oltre che ad altre strutture sanitarie comunitarie della zona, il tutto finanziato con donazioni. Si organizzano attività informative, si pubblica regolarmente un bollettino medico con consigli utili e si donano testi di medicina e altre risorse alle biblioteche locali per rendere più liberamente accessibile la conoscenza medica. L’aspetto notevole è che l’associazione ha soltanto tre dipendenti, visto che il grosso del lavoro è svolto da volontari, e considera se stessa un esempio di cooperativa sanitaria di base da replicare e diffondere.

Per quanto gli ambulatori siano importanti, c’è posto anche per i più grossi ospedali e, pur preferendo il mutuo aiuto alla carità, si può fare una donazione ad un ospedale locale o partecipare a gare, corse, passeggiate in bici o in moto, maratone del gioco, eccetera, tutto ciò che può servire a coprire i costi per pazienti senza assicurazione o con basso reddito. Così queste strutture possono assistere pazienti poveri o senza reddito anche in assenza di fondi governativi. Sostenere l’attività di Ong e istituti caritativi come Medici Senza Frontiere (che ottiene solo il 9% dei propri fondi da organismi governativi) o Planned Parenthood (che ottiene fondi indirettamente tramite Medicaid), incoraggiare le persone a donare o a raccogliere fondi può fare molto per aiutarli a continuare il loro lavoro non solo oggi, ma anche quando non esisteranno più né il sistema fiscale né i fondi statali. Non possiamo pretendere che lo stato tagli i fondi al minimo necessario per beni e servizi se prima non abbiamo un piano su come offrire tali beni e servizi su base volontaria in una società libera. Come anarchici, diciamo che abbiamo fede nella capacità dell’uomo di fare qualcosa per la comunità in assenza dello stato, ma dobbiamo ricordare che noi facciamo parte di questa comunità e che pertanto dobbiamo fare la nostra parte per dimostrare che ciò che diciamo è vero. Come anarchici, dobbiamo perciò accollarci la responsabilità di aiutare queste organizzazioni e sostenere il loro lavoro.

Nel mondo della sanità faidatè, associazioni come Icarus Project offrono un’alternativa popolare in fatto di salute mentale. Grazie al mercato grigio dei medicinali, che permette di importare medicinali da altri paesi, e al mercato nero disponibile in strada e sul darkweb, le persone possono accedere alle necessarie medicine, talvolta salvavita, altrimenti difficili o finanziariamente impossibili da ottenere su quel mercato fallito che è il sistema sanitario ufficiale. Sul mercato si trovano anche medicinali non prescrivibili con principi attivi come la marijuana, l’lsd, la psilocibina, il kratom, l’eroina, l’Mdma e altri. La MAPS (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies) conduce legalmente, e con successi sorprendenti, studi che riguardano gli effetti delle sostanze psichedeliche nel trattamento di diversi disturbi mentali.

Gran parte degli sforzi sono rivolti al decentramento delle conoscenze mediche. Ci sono associazioni come Four Thieves Vinegar e Chematica che, ignorando completamente le leggi sui brevetti, offrono kit faidatè per fare ogni cosa, dalle pillole alle pompe insuliniche EpiPencil, a buon prezzo, in casa propria o in un laboratorio di comunità. Siti come SciHub permettono di condividere liberamente testi piratati altrimenti accessibili solo a pagamento, mentre su WebMD si può fare ricerca sui propri sintomi e ampliare le proprie conoscenze in campo medico. Laboratori di zona come Counter Culture Labs di Oakland, offrono un altro aspetto del decentramento scientifico e medico tramite cose come i kit CRISPR, bio-hacking, mind-hacking, erboristeria e medicina alternativa, stampa 3D, ricerca open-source, strumenti medici open-source e condivisione delle conoscenze mediche.

I kit CRISPR e simili strumenti biochimici permettono a chiunque di fare semplici o avanzate modificazioni genetiche, alla base di tanta medicina moderna e dei vaccini. Si possono replicare i medicinali esistenti, o inventarne di nuovi, in un laboratorio casalingo o comunitario. Altre forme di alterazione biochimica riguardanti il cibo, l’esercizio, la nootropia e l’automazione, possono servire a migliorare salute e prestazioni. Associazioni come Grindhouse Wetware lavorano a progetti di cibernetica faidatè, come un sensore impiantato in un braccio che fornisce dati biomedici e avverte in caso di anomalie.

Tecniche di alterazione mentale come lo yoga, la meditazione, la nootropia, la psichedelia, le terapie cognitivo-comportamentali e l’ipnosi possono diventare complementari o essere usate in alternativa ai trattamenti tradizionali. Condividere tecniche con lezioni di CPR, insegnare come assistere chi è stato ferito in uno scontro, o come usare le erbe, eccetera, servono a diffondere conoscenze e pratiche. Trattamenti “alternativi” come il massaggio, l’agopuntura, la chiropratica, l’ipnosi, l’erboristeria, sono talvolta rigettati come pseudoscientifici, come l’omeopatia, ma ci sono pazienti che ne usufruiscono per curare malanni e il dolore. A differenza delle cure tradizionali, la medicina alternativa non è coperta dall’assicurazione sanitaria. Si evitano i prezzi gonfiati, ma l’accesso potrebbe essere limitato a chi ha abbastanza da permetterselo. L’accesso potrebbe essere ampliato introducendo quelle cure alternative di provata efficacia in ambulatori comunitari o nei servizi di mutuo aiuto, ed eliminando la necessità di un’autorizzazione statale.

3) Eliminare le norme statali sulle assicurazioni sanitarie.

Se l’obiettivo è l’eliminazione delle assicurazioni, tra le misure temporanee che possono fare breccia c’è l’abrogazione di quelle “leggi che stabiliscono può offrire un’assicurazione, così da lasciar spazio alle cooperative sanitarie, le confraternite, i medici (che potrebbero offrire assistenza in cambio di una tariffa fissa annuale)”, oppure agire sui sindacati affinché i datori offrano assistenza, o affinché siano i sindacati stessi ad offrire un’assistenza slegata dall’impiego, o ancora creare una versione profana dell’assistenza condivisa offerta ai religiosi così da aggirare i requisiti delle assicurazioni, o infine legalizzare l’acquisto di una polizza in uno stato diverso da quello di residenza in modo da accrescere la concorrenza e far calare i prezzi. Tutte cose che però non fanno più di tanto per rimediare al problema.

Oltre a favorire l’accesso all’assicurazione, però, tutto ciò apre le porte alle alternative, offrendo e rafforzando la concorrenza. Cose come le associazioni benefiche per malati, le confraternite, o il pagamento diretto del medico potrebbero diffondersi con il calo dei prezzi. Con la nascita di istituzioni mediche alternative, spunterebbero anche nuovi modi per fornire accesso alle cure.

4) Spingere le compagnie che assicurano contro gli errori medici a passare dalla retribuzione alla risarcimento.

Non sono solo le assicurazioni sanitarie a far salire i prezzi. Anche le assicurazioni contro gli errori medici e l’incoraggiamento dei danni esemplari incidono sulle spese dei medici e promuovono la pratica della “medicina difensiva”, per cui i medici esitano a dare troppi consigli per paura di sbagliare, o esitano a suggerire procedure mediche rischiose anche quando il paziente conosce e accetta il rischio. I medici non sono onniscienti; semplicemente cercano di fare la migliore diagnosi partendo dalle informazioni a disposizione. Denunciarli ogni volta che commettono un errore serve solo a complicare il loro compito. Ci sono ovviamente casi in cui la negligenza o una condotta non professionale può causare danni, e in tal caso devono essere considerati responsabili, ma invece di ricorrere al solito schema aziendale dell’assicurazione contro gli errori, basterebbe passare alla pratica risarcimento, per cui il medico risarcisce il paziente. E questo risarcimento dovrebbe essere limitato ai danni, il ricovero e le spese legali, tanto per mantenere equità. Tutto questo, unito alle valutazioni dei pazienti, alle certificazioni delle associazioni e alla pubblicazione dei meriti e demeriti, spingerebbe i medici verso un comportamento professionalmente più corretto.

5) Spronare i dipendenti più importanti delle aziende sanitarie privilegiate dallo stato ad appropriarsi delle scarse risorse fatte proprie dai loro datori.

Seguendo le idee degli anarchici sociali (e di Rothbard nella sua fase di sinistra), occorre promuovere la gestione anarco-sindacalista e/o la mutualizzazione almeno di tutte le strutture e organizzazioni mediche gestite o finanziate dallo stato. Questo significa più gestione diretta dell’industria medica e contemporanea eliminazione dei sostegni e dei privilegi di stato che queste aziende ricevono.

6) Annullare la proprietà intellettuale, soprattutto i brevetti sulle tecnologie mediche e farmaceutiche.

Abrogare le leggi sulla proprietà intellettuale significa favorire l’invenzione di nuovi farmaci e strumenti medici. Promuovere l’etica open-source nei prodotti farmaceutici, nella ricerca medica, nella tecnologia, consente di creare a partire dalle creazioni altrui, di fare progressi e fare nuove scoperte sul campo. A dispetto del copyright, associazioni come Chematica e Four Thieves Vinegar continuano a promuovere questa etica per accrescere l’accessibilità ignorando la legge. Un sito come Thingiverse possiede un’infinità di file .cad open-source di protesi e strumenti medici che, usati con macchine open-source come quelle di Precious Plastic, permettono di stampare tutto ciò che serve con plastica riciclata. Il movimento open-source ha anche altre potenziali soluzioni innovative, come la proposta di criptare gli archivi medici con la blockchain per facilitarne l’accesso a medici e pazienti.

7) Favorire l’agricoltura nutrizionale biologica bloccando gli incentivi di stato all’agroindustria.

L’uso eccessivo di ingredienti come lo sciroppo di mais, lo zucchero e altri prodotti nocivi è il risultato diretto degli incentivi agricoli. L’eliminazione di questi incentivi ridurrebbe l’uso eccessivo di questi prodotti e dei problemi di salute connessi. Incoraggiare la pratica ambientalista può avere effetti positivi anche sulla salute. Casi come il piombo nell’acquedotto di Flint, le infinite perdite petrolifere, l’inquinamento dell’aria dato dalle fabbriche, l’inquinamento dell’acqua dovuto ai troppi diserbanti e pesticidi, la fratturazione e così via testimoniano dei rischi alla salute prodotti da cattive politiche ambientali. Ripulire la terra, l’aria e l’acqua serve a ridurre questi rischi. Opporsi alla nascita di nuovi oleodotti, promuovere l’uso di energie alternative, e altre pratiche possono fare molto per migliorare la salute e far calare i costi medici.

8) Eliminare le tasse, soprattutto quelle pigouviane (tasse sul peccato), le tasse sul commercio e sul reddito.

Come da sempre sostengono i libertari, un buon modo per eliminare le ingerenze dello stato consiste nel tagliargli i viveri. Affamate la bestia, non pagate le tasse. E se proprio dobbiamo pagarle, meglio salvare vite umane dirottando i fondi dalla guerra, la polizia eccetera alla sanità. Finanziare l’alternativa pubblica, le cooperative sanitarie, sanità pubblica come Green Mountain Care, o semplicemente ospedali locali, nonostante i difetti dei vari riformismi, è sempre meglio che finanziare guerre, qua e altrove.

9) Favorire le associazioni assistenziali annullando le normative statali pro e contro le associazioni.

Come tante altre associazioni, statali o private, l’Associazione Medica Americana è un’istituzione corrotta che spesso fa lobby contro gli interessi dei pazienti. Ciononostante, da anarchici dovremmo solidarizzare con le azioni intraprese dai lavoratori inquadrati nell’AMA e allo stesso tempo spingere per l’eliminazione delle leggi che favoriscono la corruzione nelle associazioni. Abrogare leggi come la National Labor Relations Act, la Wagner Act, la Taft-Hartley e innumerevoli altre, oltre a promuovere le associazioni di base di gruppi come IWW, può portare alla sostituzione dell’AMA con un’associazione veramente guidata dai lavoratori medici. Sarebbe un passo in più verso l’anarco-sindacalismo.

Abolite le assicurazioni sanitarie, con gli ospedali gestiti dal proprio personale e l’accesso decentrato a strumentazioni e medicinali, nascerebbe un vero sistema medico anarchico, edificato attorno agli ideali di accesso a tutti e controllo da parte dei lavoratori. Questo è il sistema sanitario per cui vale la pena lottare.

Free Markets & Capitalism?
Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist