Anarchici senza Aggettivi

[Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 21 marzo 2016 con il titolo Anarchists Without Adjectives. Traduzione di Enrico Sanna.]

Anarchists Without Adjectives: The Origins of a Movement

Scarica una copia PDF integrale del saggio scritto da Kevin Carson per C4SS: Center for a Stateless Society Paper No. 21 (Spring 2016)

Introduction
Errico Malatesta
Joseph Labadie
Dyer Lum
Voltairine De Cleyre
Max Nettlau
The Question of Anarcho-Capitalism
Conclusion

La designazione “anarchismo senza aggettivi” (almeno l’espressione; il concetto, come vedremo, ebbe forse origine con Malatesta) fu in origine opera di due anarchici spagnoli: Ricardo Mella e Fernando Tarrida del Mármol. Mella e Tarrida del Mármol elaborarono la loro teoria in risposta a dispute dottrinali, all’interno del movimento anarchista europeo, tra i seguaci del collettivismo di Bakunin e il comunismo che stava prendendo il suo posto e che stava distruggendo il movimento nel decennio 1880-90.

Tarrida, emigrato in Spagna da Cuba, pubblicò “Anarchismo senza Aggettivi” sul periodico anarchico La Révolte[1]. “Noi siamo anarchici e predichiamo l’Anarchismo senza aggettivi,” scrive. “Anarchismo è un assioma, le questioni economiche sono secondarie.” Non era contro il dialogo o il dissenso su questioni economiche tra mutualisti, collettivisti, comunisti, anarco-sindacalisti e altro (idee che considerava complementari più che mutualmente esclusive), ma contro quei sistemi dogmatici e totalizzanti resi irrilevanti dal loro stesso settarismo.

Questo non significa che ignoriamo la questione economica. Al contrario, siamo lieti di parlarne, ma solo come contributo alla soluzione o alle soluzioni definitive. Cabet, Saint Simon, Fourier, Robert Owen e altri hanno detto tante cose eccellenti; ma tutti i loro sistemi sono scomparsi perché, nonostante abbiano contribuito molto ad elucidare la questione principale, tutti volevano che la Società si fossilizzasse secondo i loro ideali.

Ricordate che, quando vi accingerete a tracciare le linee principali della Società Futura, da un lato chi è contrario solleverà obiezioni e dubbi; e dall’altro sarà il desiderio di fare un lavoro completo e perfetto che porterà a inventare e progettare un sistema che, siamo sicuri, scomparirà come gli altri…

Dunque mettiamoci d’accordo e chiamiamoci, come facciamo quasi tutti noi in Spagna, semplicemente anarchici. Nelle nostre discussioni, nelle conferenze, nella stampa parliamo pure di questioni economiche, ma senza generare divisioni.

Anche Errico Malatesta e Max Nettlau adottarono la posizione “anarchismo senza aggettivi”. Nettlau considerava vitali per l’anarchismo sia le tendenze individualiste che quelle comuniste. Come disse Avrich, parafrasando il suo ragionamento, “le preferenze economiche variano secondo il clima, le usanze, le risorse naturali e i gusti individuali, così che nessun individuo o gruppo possiede la soluzione giusta.” Nel 1914 Nettlau fece questo ragionamento su Freedom e su Mother Earth. Tarrida del Mármol, scrive,

se ne servì a Barcellona, nel novembre 1889. Indirizzò i suoi commenti ai comunisti e ai collettivisti anarchici di Spagna, che allora dibattevano vivacemente sulle loro due teorie. Con “anarchismo senza aggettivi” cercò di mostrarsi più tollerante verso le due tendenze anarchiche, ma anche di chiarire che un anarchico non deve imporre un sistema economico preconcetto; neanche in teoria. Per questo le preferenze economiche di un anarchico devono “venire dopo” l’obiettivo di abolire lo stato e il capitalismo, e la regola di una società libera dev’essere la sperimentazione libera.

… Le origini della discussione si possono trovare nello sviluppo dell’anarchismo comunista dopo la morte di Bakunin avvenuta nel 1876.

… In Europa, ma non in Spagna, gli ideali anarco-comunisti presero subito il posto dell’anarchismo collettivista come tendenza anarchica. In Spagna, il problema principale non era tanto il comunismo (anche se per Ricardo Mella questo ebbe la sua parte) quanto il cambio di strategie e tattiche implicite nell’anarco-comunismo. Allora (1880-90), gli anarco-comunisti ponevano l’accento sulle cellule locali (pure) dei militanti anarchici, che generalmente si opponevano ai sindacati (ma Kropotkin, che vedeva l’importanza delle organizzazioni militanti dei lavoratori, non era tra questi) ed erano decisamente contro tutte le organizzazioni. Non sorprende il fatto che questo cambio di strategia e tattica generò molte discussioni tra i collettivisti spagnoli, che erano fortemente a favore della lotta organizzata della classe lavoratrice. [2]

L’anarchismo senza aggettivi rifletteva il consenso della maggioranza degli anarchici, i quali sentivano che

“non possiamo immaginare gli sviluppi economici futuri”, e pertanto cominciarono a puntare sui punti in comune (opposizione al capitalismo e lo stato) piuttosto che sulle diverse opinioni sul funzionamento di una società libera. [3]

Voltairine de Cleyre, che in seguito rese popolare l’etichetta negli Stati Uniti nel contesto delle faide tra individualisti e comunisti, incontrò del Mármol a Londra nel 1897. [4]

Note:

1. Fernando Tarrida del Mármol, “Anarchism Without Adjectives,” La Révolte vol. 3 no. 51 (September 6-12, 1890). Translated by Nestor McNabb. Reproduced at Robert Graham’s Anarchist Weblog, August 8, 2015 <https://robertgraham.wordpress.com/2015/08/11/anarchism-without-adjectives-1890/>.
2. A.3.8 What is “anarchism without adjectives”?. An Anarchist FAQ. <https://en.wikibooks.org/wiki/Anarchist_FAQ/What_is_Anarchism%3F/3.8> (accessed July 26, 2015).
3. Ibid.
4. James J. Martin, Men Against the State (Colorado Springs: Ralph Miles Publisher, Inc., 1953, 1970), pp. 149-150.

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