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Le Scarpette di Aylan
The following article is translated into Italian from the English original, written by Grant A. Mincy.

Pace in terra agli uomini che il Signore gradisce! In un mondo in conflitto, questa è l’ora della pace.

Parlo dei nostri angeli pacifici ad ogni festività. Spero di poter sostituire presto “conflitto” con “amore”. Un altro anno è finito, un anno pieno di guerra. Non possiamo aspettarci la fine della guerra se prima non capiamo cos’è.

Noi occidentali, soprattutto la mia generazione (sono nato nel 1984), siamo cresciuti in un clima di pace stabile. Certo nella nostra società la violenza esiste, ma la natura distruttiva della guerra è in gran parte sconosciuta. Anche gli attentati di Parigi di quest’anno, o l’undici settembre, per quanto orribili e spaventosi, impallidiscono davanti alle città rase al suolo, elemento comune delle guerre.

In Losing the War Lee Sandlin, di Chicago, fa un quadro realistico di quel caos distruttivo che è la guerra. Sandlin illustra con parole toccanti la natura della Seconda Guerra Mondiale e spiega quanto può essere devastante una guerra. Un massacro di soldati e civili. I bambini non arrivano neanche ad afferrare le proprie potenzialità. Dappertutto dilaga la febbre bellica e un’ondata di patriottismo, i tamburi di guerra, montano la violenza. Immense culture perse, la storia sepolta sotto le rovine, sciovinismo, paura, una distruzione senza fine. La guerra è molto più di una lotta politica. È la morte dell’umanità.

La guerra è possibile grazie a sistemi di potere e dominio. Era così per i regimi guerrieri di ieri, ed è così ancora oggi. È importante ricordare che i più violenti tra noi sono prigionieri di un’ideologia disumana. Chi ha fame di guerra è dominato, rinchiuso in un sistema di potere, che si tratti dei politici, dei loro sostenitori o di cellule terroristiche. Chi vuole la guerra cerca il dominio sull’uomo, non la collaborazione. È un prigioniero che ha bisogno di essere liberato.

Questi sistemi di potere prosperano grazie all’obbedienza dei loro sottoposti. La loro autorità vacilla quando le loro istituzioni, l’ambiente da cui ricavano potere, sono messe in questione. Perdono ogni forza quando è l’umanità a contestarli.

Io credo profondamente negli uomini. È importante ricordare come gli uomini di tutte le razze e di tutte le fedi collaborino pacificamente, globalmente, ogni giorno. È il lavoro creativo, quello che scaturisce dalle potenzialità di migliaia di uomini, a creare il mercato, l’aiuto reciproco, il soccorso per i deboli, un regime comune, l’altruismo e una società virtuosa. Il lavoro edifica la pace.

Pace significa libertà. Con la pace, tutti sono liberi di coltivare i propri interessi e di trasformare le proprie capacità in un vantaggio per l’individuo e la società. Tutti noi meritiamo questa libertà, ma soprattutto i più vulnerabili: i bambini.

L’attuale conflitto globale è responsabile della più grande crisi di profughi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il Medio Oriente dilaniato dalla guerra sta subendo una distruzione di dimensioni impressionanti. C’è un’immagine, in particolare, che ha colpito il cuore di molti: il corpo senza vita di un bambino siriano. Scappava con la sua famiglia dalla Siria, un paese frantumato dall’interventismo occidentale, un dittatore brutale e un brutale regime terroristico che lotta per il potere. La famiglia era quasi alla fine del viaggio, attraversava il mare alla ricerca di un rifugio in Europa quando la loro barca da quattro metri e mezzo si rovesciò. Le onde spinsero il bambino su una spiaggia turca. Il suo nome era Aylan Kurdi. Aveva appena tre anni. Annegati anche la madre Rehan e il fratello Galip di cinque anni. Il padre, Abdullah, è l’unico superstite della famiglia.

Sono rimasto colpito dalla foto del corpo senza vita di Aylan. Anch’io ho un figlio piccolo. Il fatto di essere un padre mi riempie di gioia. Una cosa semplicissima come mettere le scarpe a mio figlio mi rende felice. Mi siedo per terra e gli chiedo se vuole mettersi le scarpe. Lui (solitamente) risponde “sì”, prende le scarpe e si siede sulle mie ginocchia. A quel punto solleva il suo piedino in aria e mi guarda: una scenetta famigliare divertente. Il mio cuore scoppia.

La prima cosa che ho notato nella foto sono le scarpette di Aylan. Non ci camminerà più. Non avrà più una vita da esplorare: è stato derubato dell’aspirazione alla felicità.

Questa è la realtà della guerra.

Amate la vita, il dono più prezioso. Non abbiate mai dubbi sulla capacità di creare una pace vera e duratura. La libertà renderà la vita sulla terra degna d’essere vissuta. Ci sarà pace per tutti i bambini.

Traduzione di Enrico Sanna.

Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist