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Contro l’Indulgenza Selettiva
The following article is translated into Italian from the English original, written by T. J. Scholl and Dylan Delikta.

Il 13 luglio Obama ha annunciato l’intenzione di concedere uno sconto di pena a 46 detenuti. Dozzine di questi sono condannati per reati legati alla droga e altri reati non violenti. Tredici erano ergastolani. Una buona notizia, senza dubbio. È bene festeggiare ogni vittoria, per quanto piccola, nella lotta contro l’industria carceraria razzista. Gli sconti annunciati da Obama sono un primo, encomiabile passo verso la riforma carceraria, ma sono pur sempre quello che sono: un primo passo.

L’entusiasmo con cui i progressisti hanno approvato l’azione di Obama (che presidia la più grande popolazione carceraria del mondo) la dice lunga sulla natura scaltra della politica liberal. “La loro pena non è commisurata al crimine compiuto,” dice Obama mentre quasi un milione di persone (molte delle quali razzisticamente emarginate o minoranze etniche) continua a languire in gabbia per reati legati alla droga. Per Obama e i suoi sostenitori del Congresso non è il momento di scambiarsi pacche sulle spalle. L’America ha bisogno di una riforma radicale che eviti che questi poveri cristi finiscano nei guai in primo luogo.

Ancora più scaltro è il rifiuto, da parte della sinistra dominante, di riconoscere la sua tirchieria con le grazie. Applicando uno sconto di pena per reati non violenti ma non applicando la grazia, Obama manda un messaggio contradditorio. Lo sconto di pena dimostra un certo livello di compassione, perdono e voglia di riformare il sistema da parte di Obama, ma l’assenza di una grazia gli permette di mantenere invariata la sua posizione riguardo la lotta alla droga. Lo sconto della pena non cancella le stigmate della condanna penale, e questo rende più difficile il rifacimento di una vita.

Sconto di pena significa semplicemente che si esce prima dal carcere. La pena residua viene cancellata. Ma si torna alla vita pur sempre da pregiudicati. Al contrario, la grazia è una cancellazione del crimine. Non è solo un’abbreviazione della pena, ma anche una ripulitura della fedina. Obama ha liberato 46 carcerati, ma questi non avranno la vera libertà. Trovare un lavoro o una casa, oltre a molte altre incombenze basilari che per molti sono scontate, è tanto più difficile per chi ha precedenti penali. Gli sconti di pena sono provvedimenti dimezzati che permettono ad Obama di fare il doppio gioco. Soprattutto per i reati di droga, è vergognoso riconoscere la non criminalità di una persona e allo stesso tempo obbligarla a portare con sé il peso di una condanna.

Ripeto, siamo felici perché 46 persone saranno messe in libertà. Ma, a vedere bene la cosa, non è stato fatto abbastanza. Qualche dozzina di sconti di pena ogni otto anni non cambiano, non possono cambiare, il male che è nel sistema americano. Invece di sperare nelle riforme e accontentarsi di un’indulgenza selettiva, è meglio darsi da fare per  abolire il carcere.

Traduzione di Enrico Sanna.

Free Markets & Capitalism?
Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist