Attacco alla Libertà Tecnologica e al Dissenso

C4SS. Pubblicato l’otto settembre 2026 con il titolo An Attack on Tech Freedom, an Assault on Dissent. Traduzione di Enrico Sanna.

Viviamo in un mondo caratterizzato da stato di polizia, militarizzazione della polizia, e repressione del dissenso. Con i colossi aziendali spesso alleati con lo stato per mettere a tacere chi dissente o per rafforzare la sorveglianza.

Dato il contesto, è importante che i gruppi autonomi abbiano piattaforme di comunicazione e hosting criptate.

Per aver fatto ciò, un collettivo italiano è stato recentemente dichiarato “associazione terroristica globale” dall’amministrazione Trump. Il collettivo è Autistici/Inventati, che offre servizi ad attivisti tramite il servizio di hosting NoBlogs e altre infrastrutture digitali.

Secondo il dipartimento di stato degli Stati Uniti, “Autistici/Inventati (A/I) è un gruppo estremista con base in Italia che crea e gestisce infrastrutture digitali al servizio di cellule antifasciste (antifa) violente e gruppi militanti di estrema sinistra in tutto il mondo”.

L’accento sulle cellule antifasciste riflette il tentativo in corso dell’amministrazione Trump di abbattere il dissenso demonizzando gli “antifascisti”. Questo è l’obiettivo esplicito del memorandum presidenziale sulla sicurezza nazionale (NSPM-7), ed è alla base delle azioni penali contro gli attivisti anti-CIE (che gestisce i rimpatri), come Minneapolis 15 e Prairieland defendants.

Nel loro desiderio ossessivo di collegare tutto il dissenso anarchico e di sinistra agli “antifascisti”, l’amministrazione Trump è incorsa in dichiarazioni sfacciatamente false. Così il dipartimento di stato:

L’organizzazione antifascista Rose City, con base nell’Oregon, si è servita di strutture e servizi del collettivo A/I per coordinare e spingere a compiere localmente atti violenti e criminali, compreso un attacco contro gli elicotteri della polizia di frontiera che ha portato ad una denuncia federale. Rose City si è inoltre servita di strumenti e servizi di A/I per diffondere liste di proscrizione e informazioni personali ottenute illegalmente sulla polizia di frontiera, oltre a inviti a prendere di mira agenti in strada e “in casa loro”.

Ma come fa notare la rete antifascista Torch, Rose City non è responsabile di tali azioni e non si serve di A/I. Gli agenti federali si riferiscono ai comunicati di Rose City Counter-Info, un’organizzazione completamente diversa che fa uso dei servizi di A/I. “Rose City” è un appellativo molto comune a Portland, nell’Oregon. Il nome accomuna organizzazioni diverse tra loro. Si tratta di chiare falsità ingenuamente amplificate da giornalisti di Fox News e National Review.

Al di là dell’incompetenza dimostrata, dire che il collettivo A/I è una “associazione terroristica globale” è, questa sì, una minaccia serissima. Come afferma il coordinatore tecnico di C4SS William Gillis, “È un FORTE attacco contro il diritto elementare di libertà di parola. Non oso immaginare quale colpo potrebbe subire un movimento anarchico costituito, come dicono gli Stati Uniti, da 5.500 mailing list e 10.000 blog.”

Il dipartimento di stato punta il dito contro gli utenti dei servizi di A/I accusandoli di aver commesso presunti reati, come il sabotaggio e il terrorismo. Ma si tratta perlopiù di attività che rientrano chiaramente nel primo emendamento (libertà di parola, religione, stampa e assemblea, NdT). Ci rientrano l’organizzazione di fiere del libro anarchico, attività di ricerca antifascista che studiano e denunciano organizzazioni di estrema destra e anche il blog di una rivista accademica di revisione paritaria e una trasmissione radio con podcast anarchico.

Classificare A/I come “associazione terroristica globale” significa a sanzioni. Significa che chiunque faccia transazioni con A/I si espone a rappresaglie legali, e questo sulla base di un decreto dell’esecutivo. Il risultato è che il sito del collettivo è stato chiuso, PayPal ha bloccato il conto e lo stesso conta di fare l’italiana Banca Etica,

Si tratta di sanzioni che hanno un effetto devastante per A/I. Così Sabot Media: “Il sei settembre, undici giorni dopo che gli Stati Uniti hanno messo il collettivo italiano nell’elenco delle attività terroristiche, A/I ha annunciato che chiuderà, tutti i servizi di email, blogging, hosting e comunicazioni offerti da venticinque anni saranno interrotti.”

Un precedente agghiacciante. Il governo può dichiarare unilateralmente “associazione terroristica globale” un fornitore di hosting, servizi email e altre infrastrutture di contatto. Può imporre sanzioni e distruggerlo. Può imporre pesanti costi su chiunque faccia divulgazione, organizzazione e ricerca tramite i suoi servizi. E può fare tutto ciò unilateralmente. Niente capi d’accusa, niente denunce, niente processi.

Questo significa che l’esecutivo ha il potere di imporre forti costi ai movimenti di opposizione. E può farlo senza le limitazioni di un sistema di pesi e contrappesi.

Come ha dichiarato a Reason Jillian York di Electronic Frontier Foundation (EFF), “È terribile sapere che un’organizzazione alternativa di hosting (email, siti web e altri servizi) può essere dichiarata organizzazione terroristica solo perché offre servizi che la gente vuole.”

L’effetto voluto è chiaro. L’amministrazione vuole zittire il dissenso. Vuole che instillare la paura di parlare.

Non datele ciò che cerca. Continuate a dire quello che volete. Continuate a organizzare. Continuate a sognare un mondo migliore in cui tutti sono liberi.

Ulteriori informazioni e particolari su questi attacchi alla libertà di parola, al volontariato e alla libertà tecnologica si possono trovare su Sabot Media, CrimethInc., il Fatto Quotidiano, Decode39, Final Straw Radio, Outlaw e The Intercept. Campagne di sensibilizzazione sul caso sono ospitate su Sabot Media e https://keepitfree.ai/.

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