Possiamo Odiare Due Cose Assieme, Max Blumenthal

Scritto da Emmi Bevensee e Alexander Reid Ross. Originale pubblicato il 9 gennaio 2019 con il titolo Max Blumenthal, You Can Hate Two Things At Once. Traduzione di Enrico Sanna.

Che c’è?

Siamo stati abbastanza fortunati da diventare nemici dei fascisti, il Cremlino, la politica occidentale e stalinisti allo stesso tempo. Che magia abbiamo fatto per meritare questo dono? Giusto una ricerca sulle guerre di disinformazione e i circoli rossobruni che ruotano attorno all’alt-right. Abbiamo passato la notte in un motelaccio e abbiamo presentato i risultati ad un IEEE (una grossa organizzazione tecnica e di ricerca) sui Big Data. Circa un mese dopo, Alexander riceve un’email vagamente ricattatoria nientemeno che da un commentatore di peso, Max Blumenthal, che ci accusa più o meno di essere spie immischiate in una vasta rete complottistica. Quindi, come per offrire credibilità su un piatto d’argento, scrive a quattro mani un bizzarro articolo che sostiene la stessa cosa con nientemeno che un notorio misogino, Mark Ames, che gli ha concesso un’intera rubrica sul suo tabloid espatriato a Mosca, The eXile, assieme al notorio nazional-bolscevico Liminov. (L’ex condirettore di Ames presso The eXile definisce Limonov un “rivoluzionario fascista”). Pare che la nostra ricerca abbia toccato un nervo scoperto.

Qualche Nota in Prospettiva

La cosa più sorprendente della disinformazione è che il concetto stesso di disinformazione dipende dalla posizione politica. Nel seminario sulla disinformazione a cui abbiamo preso parte, uno dei moderatori ha insinuato che chi riprende i poliziotti è “probabilmente un contestatore pagato”, il che ricorda l’antisemitica accusa di essere un cospiratore rivolta a Soros. Quando Emmi lo ha affrontato pubblicamente parlando della diffusione della disinformazione in un seminario sulla lotta alla disinformazione, lui ha glissato imbarazzato. Perché per lui tutte le interpretazioni decentrate sono disinformazione. Per lui l’informazione è quella col timbro. Pare che a nessuno salterebbe in mente di riprendere un poliziotto spontaneamente, se non è spinto qualche cabala fumosa, magari ebraica, o straniera. Il potere non cambia la verità di base ma certo influisce su ciò che viene accettato e diffuso. Quindi la tua posizione non cambia la realtà, Blumenthal, ma certo ti spinge a comprare la mappa della realtà da qualcun altro.

Per questo le varie parti che competono tra loro per il monopolio della verità creano e diffondono “prove” che dimostrano le loro tesi. I condizionamenti da espliciti diventano impliciti, due o più parti si fanno la guerra a suon di comunicati e ognuna vede nell’altra nient’altro che propaganda. L’aspetto buffo della realtà, però, è che è immutabile. Complessità e sfumature possono farti guadagnare qualche punto in termini d’immagine. Possono anche dare un’imbeccata al nemico. È molto più facile dire stronzate che arrivare al fondo di qualcosa. Il potere definisce cos’è propaganda ma non modifica la verità.

Questo Blumenthal e altri lo capiscono, fino ad un certo punto. Capiscono che i politici americani e inglesi sono coinvolti in un progetto imperialistico, fanno guerre illegali, rovesciano governi e promuovono golpe di destra da decenni. Alexander ha pubblicato un’antologia sull’argomento (anche se è di qualche anno fa e non è perfetta) che pone le basi di un importante punto d’incontro tra ambientalisti e movimenti dei lavoratori in una cornice antimperialista di ecologia politica pura e semplice. Lo diciamo pur non sapendo fino a che punto l’informazione è distorta dalla CIA. Molto di ciò che è scaturito dalla dottrina Gerasimov, col tentativo di accompagnarlo al progetto filosofico di entità come Dugin e il club Izborsky, era un’approssimazione di quello che faceva l’occidente. E qui cominciano le sabbie mobili.

Gli anarchici godono della posizione unica di chi può odiare più parti che a loro volta si odiano a vicenda, ma con la possibilità di vedere gli squilibri di potere e i crimini storici. Possiamo vedere i crimini commessi dalle varie parti senza dover difendere alcuno stato. Non siamo costretti a proteggere il buon nome della Russia o degli Stati Uniti. Max è furbo, ma ha un’obbedienza da onorare e un discorso da portare avanti, che lo portano ad allinearsi col pensiero del Cremlino. E se è vero che noi non siamo mai stati né ci hanno mai invitato ad un pranzo di gala della CIA, è però vero che lui l’ha fatto al Cremlino ed ecco che improvvisamente cambia tono su argomenti critici come la Siria. Noi non vogliamo speculare sulla profondità delle sue amicizie russe, ma solo far notare che le sue fonti in materia sono spesso ingannevoli.

Detto questo, noi non siamo qui per proteggere i politici, siamo solo interessati tanto quanto lui alle potenziali reti di disinformazione angloamericane. Vorremmo sapere se Integrity Initiative è la punta dell’iceberg di un vasto sistema spionistico. Purtroppo le maggiori fonti informative al riguardo sono RT (fonte di prima mano controllata dal Cremlino), Zerohedge (complottardi filocremlino), un rapporto di un 9/11 truther e un filo-Assad (tutto ciò che riguarda la Difesa Civile Siriana ha l’imprimatur del Cremlino), un articolo di Grayzone (creatura di Blumenthal) che casualmente cita i “Templari”, una nuova “denuncia” di Grayzone che francamente fa schifo e uno strano blog raffazzonato che sostiene di essere Anonymous (da ascoltare la colonna sonora). Roba che non ispira molta fiducia. Certo però che Integrity Initiative (attraverso l’Institute for Statecraft) sembra attirare denaro da ambienti militari. Molti i think tank e le istituzioni, per non citare le università. Tutte cose criticabili e denunciabili.

La nostra impressione è che Russia e Stati Uniti siano bloccati in quella che la vecchia sinistra chiamava “rivalità tra imperi”, una lotta per l’influenza, le risorse e l’egemonia su scala mondiale. I giornalisti sono in prima linea in questa lotta, che in gran parte avviene dietro le scene. Questo non significa, Blumenthal, che tu stai da una parte o dall’altra, al contrario, e questo è il punto. Blumenthal è stato citato in giudizio da una meravigliosa giornalista, Sulome Anderson. Lei dice che articoli come l’ultimo mettono in serio pericolo le persone spargendo false accuse (noi non siamo assolutamente connessi all’MI6, ovviamente) nel bel mezzo di una contesa internazionale. RT vuole mettere in cattiva luce la CIA, e i disinformatori occidentali vogliono soldi federali per dir male della Russia. In entrambi i casi, non è un brutto lavoro. A finire nel fuoco incrociato sono quelli che cercano di contrastare questa sorta di egemonia mondiale della Verità di stato usando la ragione per confutare le tantissime distorsioni e bugie politiche.

Abbiamo scritto le conclusioni della nostra ricerca con mano molto leggera. Non diciamo cose come “la Russia controlla la Casa Bianca e l’alt-right è dietro tutto quello che accade dappertutto”, come i complottardi con cui Blumenthal pensa di avere a che fare. Noi diciamo cose semplici e oggettivamente vere: che ci sono elementi nel Cremlino a favore di tattiche ibride di guerra contro gli Stati Uniti (cosa che in molti casi hanno appreso dalla CIA) e l’alt-right e l’estrema destra, l’estrema sinistra e i rossobruni sono possibili pedine sul campo di battaglia. Queste affermazioni sono talmente innocenti che non dovrebbero stupire nessuna persona che abbia dimestichezza con l’ambiente.

Rivediamo i Fatti

Quanto ai metodi, ci siamo serviti di tecniche di estrazione dei dati ampiamente diffuse, come l’analisi semantica latente, il topic modeling e l’external link analysis. Il documento è stato giudicato abbastanza affidabile, tanto da essere stato accettato da una rivista accademica di forte impatto. E comunque è un testo da conferenza. È una ricerca propedeutica, non un lavoro completo, e perciò siamo cauti con le conclusioni. Abbiamo il sospetto che alcuni timori riguardanti la nostra descrizione degli intrecci di, ad esempio, complotti della Difesa Civile Siriana siano dovuti, in parte al fatto che sono implicati come gruppo, e in parte forse all’incomprensione dei parametri usati. La matematica può essere usata per dire bugie, ma non si può farne una critica accurata se non se ne conosce a fondo la logica.

L’evento non era organizzato da Integrity Initiative. C’era un loro dipendente [correzione: due], che ha fatto un intervento e che in precedenza lavorava per Adventium Labs (secondo le loro vaghe fonti). Il suo intervento era molto complesso. Quando qualcuno gli ha chiesto quando sarebbe finita questa “mentalità guerresca”, lui ha fatto orecchie da mercante. La conferenza è stata organizzata dall’IEEE, una rivista accademica di alto livello e forte impatto in materia di grandi dati, che poi era l’argomento della conferenza. La gamma dei partecipanti andava dal terribile al geniale. C’è stato anche un intervento eccellente sul giornalismo civile contro i regimi dispotici e la violenza poliziesca. Gran parte degli astanti era costituita da [oh!] accademici di [oooh!] facoltà di informatica. Molte conferenze accademiche sono così.

Presenziare ad un’importante conferenza non è come sostenere, ricevere fondi o collaborare in vario modo con viscidi federali. Il senato americano ha recentemente chiesto all’università di Oxford un rapporto sulle interferenze dell’IRA sui social. Vuol dire che l’università e i suoi frequentanti sono agenti dell’MI6? Certo che no. E ora la parte più deludente. Pronti? Eccola: No, non siamo stati pagati per presenziare all’evento e non lavoriamo per nessuna delle organizzazioni che hanno partecipato o sponsorizzato la cosa. Anzi, abbiamo pagato per esserci, come tutti, perché speravamo di imparare qualcosa su come si stanno sviluppando e automatizzando i metodi per il riconoscimento della disinformazione. Siamo laureandi che hanno presenziato ad una conferenza, non facciamo parte di qualche complessa rete spionistica. Ma se vuoi fare la parte dello squinternato, Blumenthal, fai pure.

Una particolare citazione dell’articolo esemplifica la tua volontà di appigliarti a qualunque cosa pur di avvalorare la tua tesi:

La capacità di infangare e denunciare spudoratamente persone di sinistra sulla base di legami rozzamente inventati con l’estrema destra (ingraziandosi organizzazioni sordide come C4SS e autoritarie come Integrity Initiative) è proprio quel tratto mimetico di cui si servono le spie dell’MI6 e il Rendon Group quando vogliono influenzare nascostamente la politica interna.

Quindi, siccome abbiamo presenziato ad una conferenza accademica a cui assistevano persone che sostengono il potere federale (come in tutte le conferenze a cui siamo stati, come quella della American Political Science Association o la American Association of Geographers), automaticamente siamo operativi dell’MI6? Gentile. Magari un giorno Emmi andrà pure a vederla, questa Gran Bretagna.

A proposito della “capacità di infangare e denunciare spudoratamente persone di sinistra sulla base di legami rozzamente inventati con l’estrema destra”, Kevin Carson una decina d’anni fa tagliò pubblicamente i ponti con Keith Preston quando le sue opinioni razziste e omofobiche divennero di dominio pubblico tanto che non si poteva parlarne senza il sottotitolo “collaboratore dei nazionalisti bianchi”. Complimenti! Si è scoperto che era un fascista infiltrato e Kevin l’ha denunciato. Grande detective. Giornalismo investigativo al cubo.

Detto per inciso, C4SS è un esempio di come bloccare le infiltrazioni fasciste ovunque. I Cosi di Destra odiano C4SS fin dall’inizio, ci hanno preso di mira in più occasioni per via della nostra opposizione ferma all’alt-right prima ancora che divenisse famosa. I libertari di destra di idee razziste, sostenitori delle frontiere chiuse, ci odiano fin dall’inizio perché ci siamo sempre opposti a loro. Basta vedere l’odio che da anni ci riservano il Ludwig von Mises Institute e Lew Rockwell. Se riesci a scovare un fascista nascosto alle dipendenze di C4SS, faccelo sapere e saremo ben lieti di bruciare anche quel ponte. Quanto al corteggiamento della destra o dei libertari di destra, il gruppo ha spesso favorito il dialogo all’interno di una vasta gamma di figure antiautoritarie, comprese talvolta persone che si definiscono libertari o di sinistra. C4SS presenzia anche SFL al fine di attirare persone a sinistra e in basso. E allora? Noi presenziamo a tante cose. Questo dimostra che, pur lottando prioritariamente le infiltrazioni fasciste, non sbattiamo la porta in faccia al dialogo, politico o meno. Nella pratica, noi incoraggiamo il dialogo e allo stesso tempo non ospitiamo fascisti.

Noi seguiamo una questione pedantemente fino alle radici, il che significa che la scelta dei collaboratori non si basa su una verità. Questo concetto è una novità per quelli come Blumenthal, che pensano che essere di sinistra significhi appoggiare qualunque caghetto come Ames le cui imperturbabili alleanze di comodo con persone come Corbyn e John “hanno portato acqua al mulino dei nazionalisti bianchi così come Richard Spencer ha chiesto di fare a Mag Dolan di Taki.” L’obbedienza cieca ad un’associazione ermetica è una disfunzione neurologica simile al razzismo, ma noi ancora combattiamo i fascisti veri. Se vuoi che la sinistra migliori non vai a fare comunella con gli stupratori; come C4SS, non gli dai tregua. Il fatto che tu cerchi di cambiare il discorso dicendo che la diffidenza di Kevin verso Ames è antisemitismo e non antistronzate, è un esempio ridicolo dei salti eroici che vorresti fare.

Noi non prendiamo soldi dai Koch o da Soros. E probabilmente non lo faremo mai. Non prenderemmo soldi dall’MI6 neanche se ce li portasse in persona. Ames ha lavorato per Pando, una startup cofondata dal neoreazionario Peter Thiel. Il mondo gira. I fondi di C4SS vengono da piccole donazioni personali, frutto di un decennio di analisi e commenti antiautoritari e anarchici nel solco della vecchia tradizione di anarchici individualisti come Voltairine de Cleyre e Benjamin Tucker.

Riguardo Brad Spangler, C4SS fa quello che predica. Denuncia e caccia via gli stronzi, a differenza di tante organizzazioni socialiste o libertarie. Agli inizi Spangler ha contribuito alla crescita di C4SS occupando la carica informale di “direttore” per qualche anno. Poi ha cominciato a pubblicare stronzate vagamente antifemministe sulle sue pagine personali nei social e a quel punto C4SS ha smesso di collaborare con lui (che allo stesso tempo si stava allontanando). Molto dopo, dopo essere stato emarginato e bloccato, ha ammesso pubblicamente di aver abusato sessualmente di un bambino, così che C4SS lo ha denunciato apertamente senza nascondere il fatto che per qualche tempo lui aveva collaborato e scritto articoli per il gruppo (come vedi, riconosciamo le responsabilità, non le nascondiamo). Un farabutto ha tirato fuori roba vecchia di C4SS e altri ci hanno costruito sopra un caso. Non è proprio la pistola fumante ed è molto meglio di quello che si potrebbe dire di Alternet, diretta per anni dall’infame Don Hazen, o anche di Grayzone. Certo a te non interessa sapere che abbiamo cacciato via uno stronzo. E lo dici anche. Volevi solo scrivere un articolo per seminare zizzania a vanvera.

Ma poi c’è che cacciare via uno stronzo di sinistra è proprio il contrario di quello che cerchi, e allora minimizzi il fatto perché sennò quanti amici tuoi sarebbero implicati? Non puoi neanche tagliare i ponti con Ames che si è vantato di aver stuprato una quindicenne in un libro decisamente misogino definito da lui stesso come “non-fiction”, e che recentemente ha cercato di camuffare da battuta ironica.

Hai ragione quando dici che ricolleghiamo Zerohedge alle milizie di destra che operano in zone di confine. Perché esiste un forte collegamento. Tim “Nailer” Foley, fondatore di Arizona Border Recon, un’organizzazione che attualmente porta avanti operazioni militari contro i rifugiati lungo il confine, passa regolarmente informazioni a Zerohedge, molte delle quali informazioni sono complottismi che alimentano l’ideologia alla base delle sue stesse operazioni. Qualunque tizio può condividere un articolo di chiunque, il problema qui è che questi articoli parlano specificamente di piani complottistici migratori che alimentano la violenza. Complimenti per essere quasi riuscito a capire la cosa. Non sappiamo perché una persona onesta di sinistra come te senta il bisogno di difendere un sito di cretinate, a meno che… A meno che non faccia parte della tua cerchia di “informazione alternativa” filocremlino.

Ma continua pure a sparare a casaccio contro di noi, ché la cosa ci fa apparire relativamente moderati e ragionevoli. Ogni volta che fai luce su qualche complottista quello tira fuori complotti su di te. Vai a capirci qualcosa.

Perché gli Importa?

È chiaro che abbiamo toccato un nervo scoperto. Cosa abbiamo fatto per attirare le tue ire? Forse è perché abbiamo assistito ad una conferenza che in qualche modo era connessa a questo strano istituto di ricerca sulla disinformazione? Apparentemente, è una ragione sufficiente per prendere di mira noi in particolare. Perché non hai usato la stessa malizia con chi lavora per quell’organizzazione? La cosa più probabile è che, nella nostra ricerca sull’alt-right, abbiamo cominciato a vedere possibili connessioni con più vaste iniziative rossobrune che utilizzano i complottismi per mandare avanti i loro piani statalisti. Perché la cosa ti urta? Se davvero credi che il nostro lavoro si basi su buone fonti e non sia in linea con complottismi statalisti e le varie guerre d’informazione, perché ti fai prendere dal panico tanto da prendere di mira due giovani accademici che partecipano ad una minuscola conferenza con un banale scritto?

Siamo ben felici di denunciare i sistemi spionistici occidentali che supportano i movimenti fascisti all’estero. Noi siamo con Blumenthal e tutti gli altri che fanno un lavoro onesto sul tema, e solitamente concordiamo con una serie di cose come il sostegno a BDS o la lotta contro il fondamentalismo cristiano. Ma quando denunciamo i fascismi, non siamo disposti a proteggere volgari “antimperialisti” che usano la cosa come scudo contro le accuse di violenza autoritaria. Noi siamo contro il fascismo, il che significa che gli diamo la caccia fino ai piani più alti. Andiamo alle sue radici con tutti i suoi strani incantesimi.

Max, noi ti inviteremmo a unirti a noi in questa nostra banale ricerca, ma pare che il tuo interesse a denunciare la violenza, il fascismo e l’imperialismo si blocchi quando arriva a toccare istituzioni e propositi a te cari. Visto che ti sta più a cuore proteggere i tuoi che cercare la verità, la tua declamata lotta alla disinformazione è destinata ad avere sempre il sigillo dell’imprimatur. E allora grazie per aver mostrato la tua vera bandiera. Rende più facile riconoscere le anomalie.

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