“Progetto Paura” dietro la Biologia Sintetica

Di Harry Bentham. Originale pubblicato il 30 luglio 2018 con il titolo Seeing Through Synthetic Biology’s “Project Fear”. Traduzione di Enrico Sanna.

“Project Fear” (progetto paura, ndt), strategia usata in Gran Bretagna dalle forze contrarie alla Brexit, rappresentava il tentativo di salvare la situazione ricorrendo alla paura, a scenari catastrofici e alle peggiori profezie. È una tattica diffusa tra chi si oppone al cambiamento. A giugno scorso un’ondata di titoli minacciosi ha gettato un’ombra oscura su una branca nascente della scienza che potrebbe acquisire posizione centrale nella storia di questo secolo: la biologia sintetica.

Scrive il Telegraph: “Gli scienziati avvertono il Pentagono del pericolo rappresentato da armi biologiche ‘di facile realizzazione’ grazie ai rapidi avanzamenti tecnologici.” E Futurism aggiunge: “Le Armi Biologiche Sintetiche Potrebbero Essere Vicine. Ecco come Combatterle.” Mentre secondo Laboratory Equipment la “Crescita della Biologia Sintetica trova lo Stato Impreparato alla Guerra Biologica.” Sono tanti gli articoli che speculano sul cattivo uso della biologia sintetica. Il precedente sarebbe in un rapporto del dipartimento della difesa americano, in cui si paventava la riproduzione mediante ingegneria inversa di un virus reale, come il vaiolo, da usare come arma biologica.

La biologia sintetica non facilita di molto la creazione di un’arma biologica, che, va detto, sarebbe inizialmente prerogativa di entità statali come il dipartimento della difesa. Ma potrebbe servire a rendere più accessibili certi trattamenti medici o a fornire energia rinnovabile. Se i paesi e gli strati sociali più ricchi hanno ragione a temere gli aspetti pericolosi e distruttivi della biologia sintetica, è vero però che per il resto del mondo le potenzialità hanno un valore infinito.

La biologia sintetica porterà a innovazioni rivoluzionarie, e gli effetti sociali più significativi si avranno nei campi energetico e farmaceutico. Secondo J. Craig Venter, esperto di biologia sintetica che ha decodificato il genoma umano, i prodotti della biologia sintetica viaggeranno alla “velocità della luce” essendo semplici informazioni codificate e trasmesse da macchina a macchina mentre il prodotto finale sarà fabbricato direttamente a casa. La biologia sintetica sarà più o meno come i primi personal computer dotati di stampante per l’uso casalingo e individuale. I prodotti farmaceutici potranno essere scaricati gratis.

Secondo la direttrice di Genspace Ellen Jorgensen, obiettivo della biologia sintetica è semplificare al massimo la creazione di prodotti biologici. La biologia sintetica è come la già nota ingegneria genetica, ma “con la possibilità di standardizzare e automatizzare il processo” in termini di precisione e velocità. Con la biologia sintetica “diventa più facile assemblare pezzi del DNA rendendoli modulari” e “trasformare la biologia in una sorta di Lego.” La velocità e la facilità d’uso hanno potenziali rivoluzionari. La diffusione del progetto, con il passaggio degli strumenti creativi direttamente ai consumatori o a minuscole attività economiche, potrebbe segnare la fine del monopolio delle industrie farmaceutiche.

E le conseguenze potrebbero essere anche più grandi. Col perfezionamento dei biocombustibili si potrebbe arrivare a sostituire il petrolio con combustibili prodotti in casa. Questo potrebbe aiutare le famiglie nei paesi poveri a migliorare le proprie condizioni, o anche mettere fine alla dipendenza dai paesi tecnologicamente avvantaggiati. Utilizzando batteri sintetici, si potrebbero produrre combustibili ad alta densità partendo da abbondanti materie prime, o addirittura dai rifiuti. Prove condotte dalla Exxon Mobil su colonie di cianobatteri fanno capire che anche questo gigante energetico crede nell’idea: entità competenti stanno già pianificando la produzione di combustibili ad alta densità utilizzando la biologia sintetica. Produzioni in fattoria, se non in casa, significherebbero l’eliminazione dei costosi oleodotti. Combustibili prodotti in casa potrebbero ridimensionare gli sforzi volti a garantire le forniture energetiche, nonché eliminare la necessità dei costosi impianti di estrazione e raffinazione costruiti dalle multinazionali nei paesi poveri.

L’allarme che circonda la biologia sintetica riflette la minaccia che la branca scientifica rappresenta per i centri di potere nonché il compito sempre più arduo degli stati nazionali. Le cerchie del potere governativo e aziendale interpretano come terrorismo tutto ciò che minaccia il potere concentrato. Per far scattare l’allarme non è necessario dimostrare che esiste una vera minaccia.

Dobbiamo aspettarci tentativi di soffocamento di gran parte degli effetti antimonopolistici e antimperiali di tali prodotti e servizi man mano che si espandono le conquiste della biologia sintetica in campo medico ed energetico. Faranno leva sulla paura che circonda le armi biologiche per giustificare un rafforzamento delle normative. Gli stati imporranno regole che mirano ad impedire che la biologia sintetica migliori la vita dei più. Condividere questi prodotti, o anche solo le informazioni, sarà vietatissimo. Pirateria biologica significherà terrorismo. E la scarsità artificiale così prodotta servirà a gonfiare profitti, privilegi e potere.

Governi nazionali e aziende sovranazionali condividono lo stesso odio verso la libertà d’informazione e l’indipendenza dell’individuo. Temono la biologia sintetica e la possibilità di un accesso popolare per la stessa ragione per cui la chiesa cattolica odiava la diffusione della stampa. Una paura che non è fuori luogo: i sistemi sociali sono fortemente influenzati dall’ampiezza della democratizzazione delle conoscenze. Democratizzare l’argilla della vita, così che le masse possano darle una nuova forma, scuoterebbe la società più di quanto non abbia fatto la stampa di un qualsivoglia numero di libri.

Dopo aver perso il controllo dei media digitali, cosa che ha dato capacità d’azione a dissidenti e informatori, gli stati temono ora di perdere il controllo anche delle cose e delle risorse. La volontà storica è contro di loro, si sposta inesorabilmente verso il rafforzamento dell’individuo e l’indebolimento delle strutture autoritarie. Tale è l’esito di una tecnologia, e di una sua miniaturizzazione a livelli microscopici, oggi sempre più accessibile. La tutela di potere e profitto cederanno finalmente il passo all’anarchia della nostra cultura digitale. La minaccia che proviene dalla biologia sintetica è un bene per noi e un male per loro.

Free Markets & Capitalism?
Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist