Virus: Lezioni di Mises sulla Scarsità

Di Matin Pedram. Originale: Mises Can Teach Us to Solve the Shortages: A Case for Coronavirus, pubblicato il 30 marzo 2020. Traduzione di Enrico Sanna.

Lo stato può impiegare diversi sistemi per controllare il mercato e mantenere l’equilibrio. Il più noto è il controllo dei prezzi(1), accompagnato dalla punizione dei trasgressori ad opera delle forze governative. La logica è che lo stato indirizza le risorse nel migliore interesse della comunità e, poiché ne ha l’autorità, può mobilizzare facilmente le risorse al fine di imporre l’approccio statale.

È un dato di fatto che l’uomo ha a che fare con la scarsità, non si può produrre una quantità sufficiente di cose ovunque.(2) È per questo che molti credono che lo stato sia, non solo indispensabile, ma anche più efficace nel controllare il mercato, regolando domanda e offerta e aggiustando possibili storture. Come dice Ludwig von Mises:

Agli occhi di tutti i riformatori come Platone, “l’organismo politico” non può agire se non interferendo dall’alto. L’intervento del “re”, di un governo, della polizia è considerato necessario per ottenere una certa azione e un certo risultato.(3)

In questo breve saggio vorrei rispondere alle questioni poste da Mises, oltre che evidenziare la distruttività e l’inutilità dell’intervento statale sul mercato. Vorrei anche sondare la profondità delle interferenze statali sul mercato, e cercare di capire se tali interferenze mirano al suo potere discrezionale.

La scarsità di maschere chirurgiche e di disinfettanti evidenziata dal diffondersi del virus in Iran fornisce l’occasione per provare l’efficienza o inefficienza degli strumenti governativi. In questo caso, lo stato vede contraddizione tra la garanzia del libero mercato e la soddisfazione del consumatore. Lo stato pensa che, per quanto anche in un mercato regolato siano possibili alti prezzi, in un mercato non regolato è importante che il prezzo delle maschere sia basso per far sì che la gente possa comprarle.

Attualmente, in Iran esistono quindici produttori di maschere che complessivamente possono produrre giornalmente un milione e mezzo di maschere, di cui 300,000 maschere Nano. In un mercato libero, secondo Mises:

…il calcolo economico sotto forma di prezzi di mercato offre all’imprenditore la possibilità di stimare potenziali profitti e perdite tra linee e metodi produttivi in alternativa tra loro. Grazie a questo sistema, lo spreco di risorse è minimo, e questo garantisce che arrivino sul mercato quei beni che il pubblico desidera.(4)

Dunque i produttori, vedendo l’aumento della domanda di maschere sul mercato, sarebbero propensi ad investire in nuove linee produttive. Da notare che in termini di regole produttive non c’è particolare differenza tra una maschera e una penna.

Nonostante ciò, lo stato, ritenendosi investito della missione di regolare il mercato e proteggere i diritti dei consumatori, è subito intervenuto sul mercato fissando il prezzo delle maschere sulla base di calcoli suoi. L’Organizzazione per la Protezione dei Consumatori ha ufficialmente fissato il prezzo ad un livello molto diverso da quello di mercato. In linea con questa politica, ha poi vietato l’esportazione di maschere (e così hanno fatto anche Cina, Germania, Russia, e Taiwan) e disinfettanti al fine di fornire il mercato interno e eliminare la scarsità.

Il prezzo delle maschere non può superare il tetto fissato per legge. Questo tetto opacizza il mercato e fa sì che la domanda superi l’offerta. Da qui la scarsità di maschere offerte ad un prezzo che soddisfi il consumatore. Questo aumenterebbe accaparramenti e contrabbando, nonché il mercato nero. E qui interviene il secondo strumento governativo. Il governo confisca i beni degli accaparratori minacciandoli con severe punizioni, anche di morte.(5)

Ma anche nel caso più ottimistico, la scarsità non può essere eliminata con questi ricatti, per cui le esternalità negative dell’intervento prevalgono. Quando lo stato, con la spesa pubblica o il controllo dei prezzi, interferisce col segnale dei prezzi, gli attori del mercato interpretano in maniera distorta le necessità del mercato e riservano risorse a bisogni meno urgenti. Come nota Mises:

Il problema economico sta nell’impiegare questi fattori in maniera tale per cui nessuna unità viene usata per soddisfare un bisogno meno urgente se ciò impedisce la soddisfazione di un bisogno più urgente. Questo problema è risolto dal mercato determinando i prezzi dei fattori di produzione.(6)

Insomma, è evidente che lo stato, intervenendo sulla fornitura di strumenti sanitari come le maschere e promuovendo le esternalità positive delle azioni cautelative della gente, non solo peggiora la situazione del mercato ma manca il suo stesso obiettivo.(7) Da qui ne deduciamo che lo stato non è parte interessata nella fornitura di questi prodotti ai consumatori. Né ha il diritto di interferire con il mercato, contro i diritti individuali, al fine di imporre il volere dei suoi esperti. Al contrario, dovrebbe lasciare che i media diano informazioni affidabili riguardo il virus e allo stesso tempo promuovere sistemi protettivi alternativi, invece di abbandonare la gente all’acquisto di maschere con un alto grado di valutazione.(8) Questo si può fare evitando di intervenire sul mercato mandando un finto segnale di prezzo.


Note

1. L’intervento dello stato iraniano è molto più diretto di quello di altri stati, come quello statunitense. Ad esempio, “il governo statunitense ha promesso di acquistare le maschere e altri apparati respiratori dai produttori, una volta che passa la paura del virus e la domanda si esaurisce.” (Vedi qui). “Il Giappone ha in programma di contribuire ad ogni linea produttiva con 30 milioni di yen (273.000 dollari), dichiarano le autorità aggiungendo che saranno finanziati due terzi dei costi per i grossi produttori e tre quarti per le piccole aziende.” (Vedi qui). Entrambi i metodi distorcono il mercato, deviandolo.

2. “Si utilizzano i fattori di produzione disponibili per la realizzazione del numero massimo di quei progetti che soddisfano i bisogni più urgenti senza sprecare fattori di produzione sottraendoli da bisogni più urgenti e impiegandoli per soddisfare bisogni meno urgenti.” Ludwig von Mises, The Free Market and Its Enemies: Pseudo-Science, Socialism, and Inflation (Foundation for Economic Education 2004) 18.

3. Ivi, 3.

4. Ivi, 3, xviii.

5. Articolo 286 del codice penale iraniano: “Chiunque commetta un reato contro le persone fisiche, attenti alla sicurezza interna o internazionale dello stato diffondendo bugie, danneggiando il sistema economico, causando incendi e distruzione della proprietà, diffondendo veleni, batteri e altri prodotti pericolosi per la salute, favorendo o sfruttando la corruzione e la prostituzione, [in misura tale] da danneggiare severamente l’ordine pubblico dello stato e causare insicurezza, o danni alle persone fisiche o alla proprietà pubblica o privata, o diffonda corruzione o prostituzione, sarà considerato mofsed-e-fel-arz [corrotto sulla terra] e condannato a morte.”

6. Ludwig Von Mises, Human Action (Yale University 1949) 339.

7. Ivi, 764.

8. “L’Organizzazione per la Protezione dei Consumatori raccomanda l’uso di una maschera solo dietro consiglio del medico. La maschera dovrebbe essere usata da chi ha il virus e mostra sintomi, al fine di protegge gli altri dal rischio di infezione.” (Vedi qui).

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