Jeffrey Tucker e l’elogio del Saccheggio

Di Tony Dreher. Originale pubblicato il 30 gennaio 2016 con il titolo Jeffrey Tucker’s Praise for Plunder. Traduzione di Enrico Sanna.

In un recente articolo, pubblicato su FEE con il titolo “Walmart, Pepsi Rescue Flint from Government Failure”, Jeffrey Tucker plaude ai 6,5 milioni di bottiglie d’acqua donati da Walmart, Coca Cola, Pepsi e Nestlé agli scolari della città di Flint, nel Michigan, per alleviare l’attuale crisi idrica. Tucker indica questo contributo come prova di una tendenza generale: “Durante le emergenze, il privato compensa sempre più spesso le mancanze del pubblico.” Poi prosegue elogiando il settore privato per “essere diventato il fornitore di servizi di ultima istanza” e dichiara giunto, finalmente, “il momento di aggiornare i testi di educazione civica: il futuro dei servizi pubblici è nell’imprenditoria privata. Mentre il futuro del settore pubblico è come il suo passato: fallimento, confusione e accuse reciproche.”

Il cuore di Tucker batte dalla parte giusta, ma visto in dettaglio il suo elogio del settore privato non convince. Certo ha ragione quando critica lo stato. Da Susan Hedman dell’EPA (l’agenzia per l’ambiente americana, ndt) a Darnell Early, commissario per “l’emergenza” nominato autocraticamente, e poi tutta la compagnia di canaglie tra politici e burocrati che hanno lavorato con loro, tutti sono responsabili dell’avvelenamento della città di Flint, le cui sofferenza non finiranno finché la gestione dell’acqua non tornerà ai suoi abitanti. Come ho detto, però, non è qui che Tucker sbaglia. Il suo errore sta nell’attribuire una qualche parvenza di merito alle azioni di Walmart, Coca Cola, Pepsi e Nestlé.

Voglio dire forse che queste aziende non avrebbero dovuto dare milioni di bottiglie d’acqua agli scolari, che altrimenti sarebbero stati esposti all’avvelenamento da piombo? No. Voglio dire soltanto che il dono di queste quattro aziende non è che una goccia rispetto a quello che hanno preso ai contribuenti. Non è  questo il luogo adatto a parlare delle razzie e dei danni fatti da queste aziende a livello mondiale, ma il debito dovuto alla popolazione del Michigan è più che sufficiente ad annullare qualunque elogio che secondo Tucker meriterebbero.

La Nestlé soprattutto ha una lunga storia di abusi delle risorse idriche dello stato. Tra il 2000 e il 2009 la sua sussidiaria Nestles Waters of America ha preso quasi dieci milioni di dollari dal governo del Michigan, oltre ad aver pompato fino a 576.000 galloni (2.180 m3, ndt) al giorno dalle riserve sotterranee della contea di Mecosta. La situazione è cambiata solo dopo che una causa durata nove anni, promossa da un possidente terriero della contea, ha costretto la Nestlé a ridurre il pompaggio quasi alla metà. Pepsico e Coca Cola, secondo e terzo imbottigliatore dello stato, godono di una politica dei prezzi di favore e di numerosi finanziamenti pubblici per l’acqua di Detroit (probabilmente la stessa donata agli scolari di Flint). Quanto a Walmart, ha preso quasi 2,5 milioni di dollari in finanziamenti pubblici per un centro di distribuzione.

Quando Tucker mette Walmart, Coca Cola, Pepsi e Nestlé nel suo ideale distorto di settore privato, promuove un libertarismo volgare e danneggia le attività le organizzazioni del posto gestite da persone del posto e dell’intera zona, persone che fanno veri sacrifici per aiutare la loro comunità. Credito a chi lo merita, dico io, ma non quando esiste un debito così grosso verso la comunità.


Citazioni:

• Tony Dreher, Jeffrey Tucker’s Praise for Plunder, News LI, 16 febbraio 2016

• Tony Dreher, Jeffrey Tucker’s Praise for Plunder, Augusta Free Press, 6 febbraio 2016

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