Airbnb e il Potere Antifascista del Mercato

Di Logan Marie Glitterbomb. Originale pubblicato il 13 agosto 2017 con il titolo Airbnb and the Power of Anti-Fascist Markets. Traduzione di Enrico Sanna.

L’antifascismo è multiforme. Ci sono gli ultrapatriottici che riecheggiano la Seconda Guerra Mondiale, gli attivisti del III% che hanno messo sotto assedio Identity Evropa in Texas, il black bloc che ha schiaffeggiato Richard Spencer, la rivolta che ha fatto annullare il comizio di Milo (Yiannopoulos, ndt), i programmatori che schiacciano nazisti virtuali nei videogiochi Wolfenstein e Call of Duty, i consessi politici che negano l’ingresso ai fascisti nei loro partiti, i gruppi di autodifesa che armano e addestrano emarginati e comunità, e infine le milizie anarchiche che all’estero combattono l’Isis. Tutti ritengono il fascismo, per natura, l’antitesi della libertà. Magari non c’è accordo sulla definizione di libertà, ma c’è accordo su cosa non è, ed è questo a unire.

In preparazione del prossimo raduno di Unite the Right, Airbnb ha deciso di prendere posizione contro il fascismo cancellando tutti gli account e le prenotazioni riconducibili a persone che parteciperanno o sono coinvolte nel raduno organizzato dal sito web nazionalista bianco The Daily Stormer. Nella comunicazione della cancellazione sono citati termini di servizio come l’Airbnb Community Commitment, la politica antidiscriminatoria approvata dall’azienda nel 2016 per bloccare ospitanti razzisti. A ciò si aggiunge una campagna di sensibilizzazione e chiarimento della propria posizione.

Airbnb è tutt’altro che l’alleato perfetto. È un’azienda di tipo capitalista che con disagio cerca di inserirsi nella sharing economy, e che già in passato è stata criticata per via di certi ospitanti razzisti che usavano la piattaforma, fatto che ha portato alla creazione della citata politica aziendale. Questo non significa che il bigottume non rappresenterà più un problema all’interno della sharing economy in generale, e di Airbnb in particolare (#AirbnbWhileBlack non scomparirà domani), ma almeno l’eliminazione di questi account e altre pratiche antidiscriminatorie di Airbnb aiutano la lotta al fascismo e al pregiudizio.

Verosimilmente, molti di questi spazi sarebbero stati affittati per incontri di gruppi che incitano all’odio, e dato che sempre più persone preferiscono Airbnb ai tradizionali alberghi, le cancellazioni costringono fascisti e simpatizzanti a cercare affannosamente alloggi alternativi, e qualcuno magari sarà costretto a stare a casa. Chiudere gli account di ospitanti fascisti significa anche togliere una fonte di guadagno che probabilmente sarebbe finita nelle tasche delle organizzazioni. A facilitare il compito l’azione di molti fascisti, che hanno invitato a boicottare Airbnb cancellando il proprio account; e, accidentalmente, facendo un favore agli altri.

Il raduno Unite the Right ha in programma beneamati fascisti come Richard Spencer, la cui partecipazione alla Conferenza Internazionale degli Studenti per la Libertà di quest’anno è stata zittita dal portavoce dei Musulmani per la Libertà Will Coley, Jeffrey Tucker e molti altri libertari, che l’hanno costretto a rinunciare a andare via dall’albergo che lo ospitava; atto da cui è nato il Comitato Antifascista Libertario. Con Spencer c’è Augustus Invictus, che ultimamente ha dovuto abbandonare il Partito Libertario per i Repubblicani della Florida dopo la reazione di veri libertari. E Chris Cantwell, che ha lasciato il movimento libertario per allarsi con i nazionalisti bianchi. È grazie al lavoro continuo di questi libertari antifascisti che queste persone si sono allontanate dal movimento libertario, rivelando così la loro indole. Occorre continuare su questa strada, sia nel movimento libertario che nell’ambito del mercato.

Dobbiamo spingere le aziende a prendere posizione e bonificare l’ambiente in cui operano i loro clienti e le nostre comunità. Che si tratti di Lyft che fa donazioni all’Unione Americana per i Diritti Civili per combattere i divieti migratori di Trump, o di attivisti antifascisti che convincono alberghi e altri a cancellare eventi che ospitano fascisti, dobbiamo fare in modo che il mercato risponda alle nostre richieste creando una cultura intollerante verso quel genere di odio e di oppressione violenta. Chi pensa che il mercato si regola da sé tramite l’azione spontanea, deve farsi avanti e mettere in pratica il pensiero.

Free Markets & Capitalism?
Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist