Insegnare la Libertà: Guida Anarchica alla Didattica

Di Logan Marie Glitterbomb. Originale pubblicato il 31 luglio 2017 con il titolo Teaching Freedom. Traduzione di Enrico Sanna.

Persone di quasi tutti gli orientamenti politici potrebbero concordare sul fatto che l’attuale sistema scolastico americano non è l’ideale. La sinistra teme perlopiù che la scuola pubblica sia sotto attacco da parte delle aziende private e che i fondi siano insufficienti. I più progressisti arrivano non solo a chiedere più fondi pubblici per le scuole pubbliche dell’obbligo  ma anche per l’istruzione superiore fino all’università. La destra statalista invece crede generalmente in varie versioni aziendali della scuola, soprattutto nel modello pseudo aziendale fallito delle charter school solitamente abbinato ai buoni scolastici.

Gli anarchici sociali tendono a ripetere i punti di vista della sinistra progressista: scuole pubbliche e rette dei college finanziate dallo stato con una forte pressione sui sindacati volta a sindacalizzare il sistema. Alcuni, però, sostengono l’idea anarchica di scuola libera, Sudbury school, skillhsare, scuola domiciliare e descolarizzazione come alternative all’indottrinamento di stato. Gran parte della destra libertaria è per una scelta scolastica meno statalista, come una scuola privata basata sul libero mercato, ma lascia la porta aperta anche alla libertà scolastica e alla descolarizzazione.

Per anarchisti, genitori, insegnanti, o anche semplicemente cittadini preoccupati, quali sono, qui e ora, le opzioni quando si tratta di scegliere un sistema didattico per noi stessi o i nostri figli, e come possiamo edificarne uno nuovo all’interno delle obsolete istituzioni statali?

Pubblico e Privato: Duplice Approccio

Scegliere tra scuola pubblica e scuola privata significa essenzialmente decidere se affidare l’istruzione dei figli allo stato o al capitalismo. Scelte orribili per ragioni diverse, anche se qualcuno potrebbe vedere il male minore in una delle due. Alcuni estremisti dicono che è più facile influire sulle scuole pubbliche rispetto alle private, e pertanto sostengono la partecipazione ai consigli scolastici, le associazioni genitori-insegnanti, il volontariato nelle scuole pubbliche, la solidarietà con i sindacati degli insegnanti, il voto a politici che promettono più soldi pubblici e pressioni per migliorare i programmi.

Comprensibile, finché siamo costretti a pagare, che si usi il voto per trasferire i soldi rubati con le tasse dalla guerra ad un’istruzione migliore, ma per un anarchico è difficile chiedere l’aumento delle tasse, soprattutto per i lavoratori. Detto ciò, è più importante vedere cosa già si fa con i fondi attuali. In prima linea nella battaglia contro il dirottamento dei fondi scolastici troviamo spesso i sindacati degli insegnanti. Sono preoccupati perché così mancano le risorse che permettono loro di dare un’istruzione adeguata agli studenti. Molti insegnanti finiscono per pagare di tasca propria gli strumenti di una corretta attività didattica. Sostenere i forti sindacati degli insegnanti significa sostenere la responsabilità fiscale e un uso appropriato dei fondi didattici.

Partecipare alle associazioni genitori-insegnanti, assistere ai consigli scolastici, fare volontariato presso la scuola dei propri figli significa avere più possibilità di farsi sentire, ma se non si è membri del consiglio raramente l’influenza diventa un cambiamento significativo. I membri dei consigli sono più influenti, ma si tratta di una posizione che, pur se non inutile, espone al rischio di corruzione come tutte le posizioni di potere, specialmente quelle che godono del privilegio del potere statale. Ma tolta la natura monopolistica della scuola pubblica, partecipare alle decisioni del consiglio scolastico locale non è molto diverso dal partecipare alle decisioni di un’istituzione scolastica privata. Per quanto un sistema decisionale orizzontale tra studenti, insegnanti e genitori sia di gran lunga preferibile, attivarsi e far sentire la propria voce nelle attuali istituzioni gerarchiche è importante finché il ragazzo ne fa parte.

Gruppi di pressione comunitari come Alachua County Black History Task Force e Parents Against Common Core possono conquistare e dirigere il sostegno politico e comunitario al fine di cambiare drasticamente i programmi. Il PACC e associazioni simili lottano per un controllo più locale, per il decentramento del sistema scolastico pubblico e contro l’imposizione di programmi standard rigidi come Common Core, mentre la Black History Task Force e altre organizzazioni premono affinché si vada oltre la solita velata propaganda statalista. È importante sostenere lo sforzo delle associazioni che in nome della giustizia sociale lottano contro la propaganda statale nelle scuole pubbliche, a prescindere dal fatto che i propri figli le frequentino o meno, perché la scuola forma la mentalità delle generazioni future.

Lottare per programmi migliori, un controllo più locale e sindacati più forti è importante, ma importanti sono anche i diritti dei giovani. Mettere fine all’obbligo scolastico e dare più voce agli studenti potrebbe aiutare di molto i giovani a prendere in mano il proprio apprendimento. Il processo didattico cambia da persona a persona ed è per questo che gli standard rigidi non funzionano. Occorre diversità. Alla parola privatizzazione, la gente pensa subito a scuole gestite come aziende, rette esagerate e fondi concentrati nelle scuole dei ricchi mentre poveri e svantaggiati restano all’asciutto. Certo, nell’attuale sistema, con i mercati drogati, questo sarebbe l’esito più probabile; privatizzare non dev’essere affidare i propri figli all’indottrinamento capitalista.

Anarchisti e radicali hanno una lunga tradizione di scolarizzazione alternativa. Scuole anarchiste libere, Ferrer School, Sudbury school, freedom school, democratic school, scuole domiciliari e descolarizzate nascono dal desiderio di un’istruzione migliore di quella attualmente offerta dal capitalismo di stato. Le organizzazioni che promuovono la scuola domiciliare e la descolarizzazione sono nate per iniziativa di genitori interessati mossi dal desiderio di avviare alternative, guidate dalla famiglia o dagli studenti, senza dover pagare i costi fissi di una nuova scuola. Pochi esempi, che però offrono alcune delle migliori alternative possibili all’attuale sistema di indottrinamento scolastico. Bisogna combattere le leggi che favoriscono le scuole pubbliche a spese delle potenziali alternative. Certo, questo potrebbe spalancare le porte a vari interessi corporativi, che potrebbero cercare di trarre profitto da un sistema didattico più centralizzato, ma è nella natura del capitalismo cercare di dirottare e trarre profitto da qualunque nostra conquista (basta vedere l’esempio significativo della “sharing” economy). Ma il fatto che il capitalismo trovi sempre un modo per cavare denaro da noi non significa che non dobbiamo sfruttare tutte le occasioni per sfidare il sistema scolastico statale. Meno sono le norme didattiche monopolistiche, e più sono le possibilità di continuare una tradizione di alternative didattiche anarchiche senza correre il rischio di essere schiacciati dallo stato o i suoi complici corporativi. Senza però lasciarsi imbrogliare dalle idee corporative in fatto di “scelta scolastica”. Le scuole sovvenzionate, e altre simili trovate corporative, sono solo uno stratagemma per dirottare quegli stessi soldi rubati che alimentano il sistema scolastico pubblico con poco o nessun riguardo per le comunità derubate.

Poiché non tutti hanno accesso ad adeguate alternative scolastiche pubbliche e molti genitori lavoratori sono troppo impegnati per optare per le scuole domiciliari o la descolarizzazione, occorre promuovere un maggiore controllo democratico delle scuole pubbliche e allo stesso tempo porre le basi di una vera libertà di scelta fuori dallo stato. Questo duplice approccio alla riforma didattica significa più decentramento, più controllo diretto dell’apprendimento, metodi di apprendimento e programmi più personali.

Insegnamento Superiore

Molti oggi considerano il college una scelta obbligata. In realtà, il mercato attuale è inondato di diplomi praticamente inutili per tutte le carriere tranne quelle in cui è obbligatoria una certa preparazione formale. C’è chi lotta per un’istruzione superiore universale finanziata con le tasse, e chi vede l’inutilità del sistema per quanto riguarda gran parte delle carriere lavorative e sceglie alternative più appropriate come i corsi, l’apprendistato o l’apprendimento autodidattico. Sempre più popolari anche i corsi online (MOOC). Molti college accreditati offrono corsi su moltissime materie e un attestato finale, solitamente in cambio di una piccola somma.

Se si vuole semplicemente imparare, e non un pezzo di carta, su siti come Wikipedia e YouTube c’è una vasta gamma di materiali. Anche i siti che offrono gratis corsi universitari e quelli che permettono la condivisione delle conoscenze pratiche, oltre ad altre iniziative locali, sono buoni strumenti per acquisire e condividere conoscenze. Iniziative radicali come l’Institute for Social Ecology o la Freedom School di Robert LeFevre offrono benefici come rette variabili secondo il reddito, piani di pagamento personalizzati, borse di studio, o anche materiale a prezzo scontato per studenti poveri al fine di rendere gli studi più accessibili.

Alcuni college offrono corsi, lezioni o eventi gratis o scontati, sia per non studenti online che per frequentanti. E ci sono anche professori che incredibilmente lasciano libero accesso alle loro lezioni ad esterni non studenti. Persone rimarchevoli come Aaron Swartz hanno cercato di aprire a tutti l’accesso agli strumenti didattici superiori. Associazioni come Sci-Hub hanno preso il testimone e stanno aprendo la strada alla scienza e all’educazione open-source.

Sulla strada del decentramento scientifico, i Counter Culture Labs, situati presso lo spazio Omni Commons nella Bay Area sono laboratori scientifici collettivi fondati da radicali. Nello stesso spazio si trova anche un laboratorio collettivo per appassionati informatici chiamato Sudo Room, dove ci si può incontrare per imparare. In spazi così le persone spinte dalla curiosità possono incontrarsi, sperimentare e imparare, ognuno a modo suo e secondo le proprie possibilità, facendo di tutto, dalla costruzione di un robot allo smontaggio di un circuito elettronico per capire come funziona. Poi ci sono i sempre più accessibili kit di biohacking, come CRISPR, che permettono di apprendere e praticare la modificazione genetica stando a casa.

Sono tutti strumenti che permettono di controllare personalmente l’istruzione superiore togliendola dalle mani di istituzioni statali e corporative. In un momento in cui, nonostante l’evidente inutilità di gran parte dei diplomi, l’istruzione superiore è sempre più obbligatoria, noi anarchici dobbiamo guidare la carica reclamando un’istruzione secondo i nostri fini e non quelli dell’attuale sistema capitalista statale. Servono modi alternativi di apprendere, che vadano incontro ai bisogni di una popolazione sempre più diversificata.

Scuola di Vita

È importante ricordare che impariamo sempre nuove cose, sia che ci troviamo in classe, nella foresta o per strada. La scuola formale non è l’unico luogo in cui si può imparare, e poi ognuno ha interessi diversi che necessitano conoscenze diverse. Decentramento, associazione spontanea, controllo orizzontale sono tutti obiettivi a cui puntare se si vuole riformare l’attuale fallimentare sistema didattico. Insieme possiamo edificare un nuovo sistema didattico all’interno del vecchio.

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