Cosa Aspettarsi Quando ci si Aspetta Repressione

Di William Gillis. Originale: What to Expect When You’re Expecting Repression, 31 maggio 2020. Traduzione di Enrico Sanna.

Gran parte degli estremisti formatisi su internet in questi ultimi anni non hanno alcuna idea della pericolosità della repressione di stato, sono impreparati da far paura.

Raid SWAT, rapimenti, stupri, torture in luoghi segreti, finte esecuzioni… noi anarchici che abbiamo vissuto la contro-globalizzazione conosciamo le tante forme della repressione di stato. Le esperienze traumatiche dei nostri amici nascondono un’esperienza taciuta, mai pienamente comunicata alle generazioni cresciute su internet.

Non dubitate, è solo questione di tempo. I raid arriveranno.

Nelle case l’irruzione avviene solitamente a tarda notte, quasi sempre con fucili d’assalto e granate stordenti. Solitamente incaprettano gli attivisti in mutande, se non nudi, e li lasciano in cortile per ore, al freddo.

Quasi non c’è bisogno di dire che quando irrompono in una casa i poliziotti fanno ogni genere di violenza contro i bambini. Usano lo spray al peperoncino davanti ai genitori legati, li gettano faccia a terra sul cemento e molto altro.

Uno dei trucchi amati dai poliziotti consiste nello sfondare la porta con tutta la squadra e poi minacciare di arresto gli inquilini perché vivono in un’abitazione che non rispetta le norme di abitabilità (perché la porta è sfondata).

Quando si tratta di andare oltre i loro presunti limiti, i poliziotti scatenano tutta la loro fantasia. Ad esempio, se possono tenerti dentro senza accuse solo per due giorni feriali, ti prendono il venerdì sera e ti rilasciano il mercoledì, salvo poi arrestarti nuovamente senza accuse.

Essendo i raid punitivi, spaccano tutto ciò che può essere rotto facilmente. Ma soprattutto sequestrano ogni indumento, ogni aggeggio elettronico, e lo tengono per anni come “prova”.

Ultimamente hanno scoperto la divisione del lavoro con i fascisti: arrestano qualcuno di sinistra o un anarchico, fanno un gran battage, diffondono ogni genere di informazione privata, e poi i fascisti assaltano la casa e finiscono l’opera. Spaccano le finestre, uccidono gli animali domestici e così via. In Ungheria la polizia fa i raid *assieme* ai neonazisti, e avverte i giovani punk che se restano nel paese saranno uccisi.

Ricordate che gli arresti sono accompagnati generosamente da comportamenti criminali di ogni genere. Solitamente ti rilasciano dopo aver distrutto la tua casa; ti rapiscono, ti torturano, e alla fine ti rilasciano senza denunciarti (perché non c’è niente da denunciare).

Oppure, al contrario, ti denunciano per ogni più piccola assurdità tanto per terrorizzarti. Il mio amico Pax è stato accusato di 72 reati (ogni singolo atto vandalico contro le banche nel corso di due anni)… e il tutto si è concluso con un’infrazione minore.

Non sorprendetevi se la polizia viola selvaggiamente, anche in pubblico, i diritti costituzionali: rientra nel calcolo. I dipartimenti di polizia hanno enormi fondi assicurativi che permettono loro di pagare, quando pagano, dopo anni.

L’Fbi, ad esempio, nel 1990 usò una bomba rudimentale nel tentativo di uccidere la sindacalista dell’Iww Judi Bari. Furono vinte alcune cause, ma dopo molti anni e dopo la sua morte. Il dipartimento di Oakland e l’Fbi non hanno subito conseguenze, giusto qualche pagamento. Comunque, nelle *previsioni*.

Andando più in là nel tempo, troviamo il caso MOVE: la polizia lanciò una bomba dall’elicottero distruggendo un intero isolato per catturare un gruppo di persone. E perché non ricordare anche l’assassinio di studenti e attivisti nello stesso periodo?

È importante notare che questo atteggiamento stragistico rimane nella memoria non solo delle vittime, ma anche dei poliziotti responsabili. Nel 1970, l’ex capo della polizia di Portland Mark Kroeker, quando era nella squadra tattica di Los Angeles, pestava e uccideva attivisti al grido di “uccidete uccidete uccidete”… Una ventina d’anni fa, nominato capo della polizia di Portland, addestrò polizia e militari israeliani e liberiani alle pratiche repressive, poi finì all’Onu come capo della polizia.

Nessuno dei poliziotti responsabili di assassinî o torture è scomparso; sono ancora lì.

Quei rari agenti licenziati in un dipartimento per crimini innegabili sono invariabilmente riassunti in un altro dipartimento.

Pensate che queste atrocità appartengano al passato? Ma no. I responsabili portano ancora il distintivo. Sono RISPETTATI per le loro azioni.

A Portland Mark Kruger, un agente colto mentre letteralmente erigeva un monumento al nazismo in un parco pubblico, non solo mantenne il distintivo, ma fu promosso a capo della task force che ignorava appositamente le bande di nazionalisti bianchi che controllavano gran parte dell’area est.

Essere anarchici è duro. Chi è diventato anarchico su internet non si rende conto della durezza. Alcuni di voi, a caso, FINIRANNO nel mirino, magari per un’idiozia come due righe su twitter. Preparatevi mentalmente al colpo.

Quello che mi preoccupa molto è che qualcuno potrebbe precipitare nel panico, in un vuoto di informazioni paralizzante e paranoico. Il miglior modo per evitarlo consiste nel prepararsi all’assalto. Elenco qui alcune semplici ma importanti precauzioni:

1) Criptate i pendrive e nascondeteli o seppelliteli fuori dall’abitazione (secondo i casi, si può usare keepass o veracrypt). Metteteci un backup delle vostre informazioni, come le password, che vi saranno utili quando la polizia distruggerà i vostri apparati elettronici o li terrà sotto sequestro per anni come prova.

2) Criptate ogni disco rigido. Utilizzate lunghe password uniche, ad esempio sette parole prese a caso da un dizionario. Tenete i dispositivi spenti quando non li usate. Se ve li prendono quando sono accesi, le protezioni sono inutili.

3) Scrivete un documento con un elenco delle cose da fare quando siete in galera (dare da mangiare ai gatti, tenere le loro foto nel caso la polizia li faccia scappare e devono essere ritrovati, pagare l’affitto, contattare il posto di lavoro, medicinali, avvocati eccetera).

4) Accordatevi con amici fidati, così da avere un posto in cui dormire quando vi distruggeranno la casa e così via. Affidate loro documenti e copie dei pendrive. (La password può essere divisa in diverse parti, ognuna ad una persona diversa, così che i vostri amici devono collaborare tra loro per entrare nel pendrive in caso di arresto o assassinio).

5) È il caso di chiedere agli amici, se potete pagare la cauzione, di tenere delle scorte di beni di prima necessità, da usare quando il raid distruggerà o sequestrerà tutto quello che avete: indumenti di ricambio e altro.

6) A questo proposito, potete nascondere in una buca cose come beni di base o pendrive criptati. Quando andate a scavare la buca, ovviamente, non portatevi lo smartphone o altri dispositivi gps.

7) Se avete un sacco di soldi, pagatevi un avvocato di fiducia e tenete il resto da parte per le cauzioni (ma non in luogo raggiungibile o in un conto bancario sequestrabile).

8) Fate per tempo programmi concreti, dettagliati, con amici e altri estremisti della zona, riguardo (a) cosa fare in caso si venga inevitabilmente scoperti e (b) come coordinare una difesa legale. Non andare in ordine sparso e patteggiare. SERVE SOLO A PRENDERLE.

Ovviamente, non potete prepararvi a rispondere ad accuse specifiche perché qualunque sia l’accusa si tratta sempre di idiozie a caso. Come: “Istigazione a passare col rosso come atto terroristico.” Tanto basta per essere accusati di associazione criminale, finire davanti a un gran giurì e rimanere anni agli arresti in attesa di giudizio. Ogni retata ha le sue assurdità e incongruenze. Scopri che la manicure e il bibliotecario erano poliziotti sotto copertura, la tua ex diventa un testimone, ti hanno registrato mentre per scherzo parli di passare col rosso, e ti costa dodici anni. Inutile, quindi, pensare ai dettagli.

Puoi prepararti per le accuse specifiche, ma solo a grandi linee. È molto più importante invece cercare di capire quali sono gli atteggiamenti da assumere. Una delle regole della comunità, come qualcuno già sa, è: “noi non parliamo mai davanti al gran giurì”.

Andando più nello specifico del contesto attuale, infine, aspettatevi la pubblicazione dei vostri dati personali per darvi in pasto ai reazionari. Pubblicheranno la vostra foto segnaletica, l’indirizzo, il numero di telefono, centomila cretini di fox news vi insulteranno e i neonazisti spareranno alla vostra casa.

La peggior cosa in una crisi è lasciarsi andare al terrore e considerare ogni nuovo sviluppo, ogni complicazione come un terribile imprevisto. Non perdete tempo spiegando agli amici in dettaglio cosa è successo. Seguite le istruzioni. I piani aiutano a mantenere la salute mentale.

The Anatomy of Escape
Fighting Fascism
Markets Not Capitalism
Free Markets & Capitalism?
Organization Theory
Conscience of an Anarchist