Evasioni

Di Thomas Raskin. Originale pubblicato il 19 luglio 2016 con il titolo Breaking Away. Traduzione di Enrico Sanna.

L’uccisione di Alton Sterling e Philando Castile ha svelato la vera natura del moderno statalismo. Nella sua essenza, lo stato non è uno strumento di dialogo. Il suo potere non deriva unicamente dalla persuasione. Nel conflitto, non tollera il disaccordo.

Lo stato è un monopolio territoriale della violenza, in virtù del fatto che il suo arsenale è il più potente. Senza la minaccia della violenza, le sue deliberazioni sarebbero semplici suggerimenti. Gli ordini sono ordini e le leggi sono leggi perché chi decide si appoggia alla forza.

Gli americani si stanno stancando della violenza. Lunedì scorso l’attivista di Chicago Jessica Disu ha invocato l’abolizione della polizia. Come Mychal Denzel Smith l’anno scorso. Di opinioni simili anche i liberali classici. E perché no? La polizia americana si regge sulla tassazione, un processo illiberale con cui lo stato obbliga a “contribuire” alle sue istituzioni.

La popolazione, soprattutto i neri, non si fida della polizia. Più del 50% degli afroamericani ritiene che la polizia locale faccia “poco”, mentre fino al 40% confessa di sentirsi “più irritato che rassicurato” dalla presenza della polizia.

Se fossimo in un mercato liberato, gli afroamericani (e anche gli altri) non sarebbero costretti a contribuire a mantenere le forze di polizia o a dipendere da essa per la protezione. Pagherebbero un’agenzia privata di sicurezza scelta da loro, senza dover cambiare domicilio, e se mai il “governo” americano li importunasse si rivolgerebbero all’agenzia affidandole il compito di difenderli o di negoziare un accordo.

Forse siamo ancora lontani, ma alcuni passi importanti possono portarci nella direzione giusta. Possiamo iniziare lottando contro le leggi che vanno contro la libertà di associazione. E poi la guerra alla droga, i raid contro i senzatetto, il divieto di vendere sigarette sfuse, il divieto del lavoro sessuale, la lotta ai portoghesi, le confische dei beni, le normative sulle sigarette elettroniche, le ordinanze antiaccattonaggio, il divieto di sedersi o coricarsi sul marciapiede, e tutte quelle norme usate dalla polizia per accostare persone nonviolente. Tolte queste leggi, la polizia non avrà più pretesti per agire con violenza.

Secondo, continuare a sorvegliare la polizia riprendendone l’attività in pubblico. Si potrebbe anche, sull’esempio delle Pantere Nere, mettere su associazioni indipendenti di comunità che pattuglino le zone sorvegliate dalla polizia. Tutto ciò non priva lo stato del suo monopolio del potere, ma potrebbe scoraggiare le aggressioni individuali contro i civili.

Terzo, eliminare la dipendenza dalla polizia facendo uso di sistemi alternativi per risolvere le dispute quando è possibile. Sperimentare servizi di mediazione privati. Anche le associazioni indipendenti di comunità possono servire. Si può iniziare convincendo persone coinvolte in dissidi domestici, litigi tra adolescenti o altri conflitti di basso livello, a servirsi di conciliatori locali invece di chiamare la polizia. Occorre far capire come terze parti, disarmate o dotate di armi leggere, possono comporre i litigi laddove la polizia li aggraverebbe.

In America il decentramento delle regole non è una novità. È quello che, per esempio, fece la Republic of New Afrika quando negli anni 1960 e 1970 formò una comunità volontaria con un proprio sistema legale in un proprio territorio nel meridione “americano”. L’intenzione della RNA, che cercava l’autonomia totale, era di arrivare a comporre ogni conflitto interno, e quindi non solo i litigi adolescenziali, senza interferenze da parte delle autorità americane.

Se oggi gli americani sono similmente propensi a stabilire un sistema di governo interamente indipendente, chiunque sostenga la libertà di associazione dovrebbe difendere il loro diritto. Se era legittimo che soggetti assediati si separassero dalla Gran Bretagna nel 18º secolo, allora è legittimo che soggetti assediati del 21º secolo si separino dagli Stati Uniti.

Per concludere, l’adesione al principio di non aggressione ed al rispetto andrebbe inteso sia come fine che come mezzo. La prosperità di una società libera si basa sul rispetto della dignità umana. È il progresso quotidiano che promuove la causa di una società libera screditando il mito secondo cui occorre la polizia per mantenere la convivenza pacifica.


Articolo citato in:

• Tommy Raskin, Breaking away, Augusta Free Press, 29 luglio 2016

Free Markets & Capitalism?
Markets Not Capitalism
Organization Theory
Conscience of an Anarchist