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	<title>Center for a Stateless Society &#187; Rio de Janeiro</title>
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		<title>Lei Era la Regola, non l’Eccezione</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 11:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Erick Vasconcelos]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sedici marzo scorso, Claudia Silva Ferreira ha commesso questo crimine: viveva nel posto sbagliato con il colore della pelle sbagliato. È uscita a comprare pane e prosciutto con una tazza di caffè in una mano. Non sai mai quanto può essere letale una tazza di caffè se tenuta da una donna nera e povera, che vive nella periferia di una città brasiliana. La polizia ha sparato la donna due volte, lasciando il corpo allungato per terra, il petto perforato.</p>
<p>L’hanno portata fino alla macchina della polizia per portarla all’ospedale. Il sedile posteriore era pieno di armi e non potevano metterla lì: ci sono delle priorità. Così Claudia è stata messa nel bagagliaio, che per strada si è aperto lasciandola cadere a terra, i vestiti impigliati nel paraurti, ed è stata trascinata per quasi 400 metri. Alla fine i poliziotti si sono accorti che era caduta e l’hanno ripiegata a posto. Lei è morta.</p>
<p>La Polizia Militare ha negato quello che gli abitanti dei sobborghi di Rio de Janeiro, Morro da Congonha, Madureira, hanno visto. Dicono di aver trovato Claudia già sparata. Nel corso della stessa operazione, la polizia ha ucciso un sospetto spacciatore e ne ha ferito e arrestato un altro, sequestrando quattro pistole, radio e droga. Probabilmente ne valeva la pena: la droga distrugge le famiglie.</p>
<p>Se non fosse stato per la droga, la Polizia Militare non sarebbe stata costretta ad arrampicarsi su per la collina della favela, non avrebbe incontrato una minacciosa e violenta donna nera di 38 anni con una tazza di caffè, e non sarebbe stata costretta a sparare due volte nella sua direzione, cosa che comporta metterla nella macchina e portarla in ospedale. La droga fa a pezzi la famiglia. Claudia, ad esempio, aveva cresciuto otto bambini, quattro figli suoi e quattro nipoti. Adesso la sua famiglia è smembrata per colpa della droga.</p>
<p>Come possiamo pretendere che i militari aiutino una donna moribonda? Sono militari mica per niente. Li chiamano “soldati” (in questo caso, due sottotenenti e un sergente) e li mandano alla guerra. L’idea di proteggere le persone è completamente aliena ad un’organizzazione militare e la Polizia Militare ne è la dimostrazione ogni volta che entra in una favela e vede gli abitanti non come persone ma come potenziale danno collaterale.</p>
<p>Tra quelli coinvolti, il sottotenente Adir Serrano Machado è il più efficiente. È stato coinvolto in 57 azioni che riguardavano qualche forma di contrasto, lasciandosi dietro 63 morti. Il sottotenente Rodney Miguel Archanjo è stato molto più circospetto, con sole cinque azioni e sei morti. Il sergente Alex Sandro da Silva Alves, invece, ha fatto il debutto la domenica in cui Claudia è stata sparata: la sua prima operazione di contrasto.</p>
<p>Considerato tutto ciò, è chiaro che una demilitarizzazione indebolirebbe troppo la polizia, rendendo impossibile la lotta al crimine. Se vogliamo che qualcuno vada su per le favelas a confiscare erba e coca, dobbiamo avere i soldati.</p>
<p>Ma è proprio quello che vogliamo?</p>
<p>In campagna elettorale suona bene dire che la presenza della polizia è aumentata e che la battaglia contro la droga si è intensificata. Ma questo significa che centinaia di Claudia Silva Ferreira continueranno a morire. Perché l’unico modo per mantenere l’illusione di una città sicura e senza droghe consiste nello sparare persone innocenti nelle favelas.</p>
<p>Se continuiamo a pensare che la brutalità della polizia sia un’eccezione non arriveremo da nessuna parte. La brutalità della polizia brasiliana è istituzionale, e serve agli obiettivi del governo. Non è possibile controllare il traffico di droga, o sostenere la legittimità della missione dello stato nella “lotta al crimine”, senza l’uso della forza letale. Con l’attuale politica sulla droga, non c’è la possibilità di far cessare la violenza della polizia: senza questa, lo stato non potrebbe mai affermare il suo potere.</p>
<p>Per il momento, la Polizia Militare potrebbe almeno pubblicare un opuscolo con un elenco delle attività sospette che gli onesti cittadini dovrebbero evitare. Come essere neri e camminare con una tazza di caffè.</p>
<p><a href="http://pulgarias.wordpress.com/" target="_blank">Traduzione di Enrico Sanna</a>.</p>
 <p><a href="http://c4ss.org/?flattrss_redirect&amp;id=25833&amp;md5=adc4a1880b9a1055112a60badd8ea831" title="Flattr" target="_blank"><img src="http://c4ss.org/wp-content/themes/center2013/images/flattr.png" alt="flattr this!"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cláudia Silva Ferreira foi regra, não exceção</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 19:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Erick Vasconcelos]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[O crime de Cláudia Silva Ferreira, no último dia 16, foi morar no lugar errado e ter a cor de pele errada. Saía para comprar R$ 3 de pão e R$ 3 de mortadela com um copo de café à mão. Os policiais acharam por bem não arriscar. Nunca se sabe quão letal pode ser...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>O crime de Cláudia Silva Ferreira, no último dia 16, foi morar no lugar errado e ter a cor de pele errada. Saía para comprar R$ 3 de pão e R$ 3 de mortadela com um copo de café à mão. Os policiais acharam por bem não arriscar. Nunca se sabe quão letal pode ser um copo de café na mão de uma mulher negra, pobre e moradora da periferia. Deram dois tiros na faxineira, que já a deixaram estendida no chão, tórax perfurado. Foi carregada até a viatura policial na qual seria levada para o hospital. Os bancos traseiros estavam cheios de armamentos, então não podiam receber um corpo ferido – a polícia deve ter prioridades. Foi colocada no porta-malas, que abriu no trajeto. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lsALsX84HIA">Seu corpo ficou preso no para-choque e foi arrastada por cerca de 350 metros pelo asfalto até ser empurrada de volta para dentro do carro</a>. Ela morreu.</p>
<p>A Polícia Militar negou o que os moradores do Morro da Congonha, em Madureira, subúrbio do Rio, viram. Segundo a PM, Cláudia foi encontrada já baleada. Na mesma operação, a PM matou um suposto traficante, feriu e prendeu outro e apreendeu quatro pistolas, rádios e drogas. Talvez tenham pensado que valeu a pena, afinal são as drogas que destroem famílias.</p>
<p>Se não existissem as drogas, a Polícia Militar não teria sido obrigada a subir o morro, não teria se deparado com a imagem ameaçadora e violenta de uma mulher negra de 38 anos com um copo de café nas mãos, não teria sido obrigada a disparar dois tiros em sua direção, nem tido o incômodo de carregar um corpo para dentro de uma viatura para ser conduzido ao hospital. Mas as drogas continuam destruindo famílias. A própria Cláudia criava 8 crianças em sua casa, 4 filhos e 4 sobrinhos. Por causa das drogas, sua família foi desfigurada.</p>
<p>E como exigir que militares prestem socorro a uma mulher ferida? Eles são militares por um motivo. São chamados &#8220;soldados&#8221; (os policiais envolvidos na operação, especificamente, eram dois subtenentes e um sargento) e são enviados para uma guerra. A ideia de proteção é completamente alheia a uma organização militar e a PM prova isso a cada dia em que invade uma favela e vê os moradores apenas como potenciais danos colaterais ao invés de vidas a serem protegidas.</p>
<p>Dos envolvidos, desde 2000, o subtenente Adir Serrano Machado, o mais eficiente de todos, já esteve envolvido em 57 ações que sofreram resistência, com 63 mortos. O subtenente Rodney Miguel Archanjo foi um pouco mais comedido, envolvendo-se em 5 ocorrências, com 6 mortos. O sargento Alex Sandro da Silva Alves, por outro lado, debutou no domingo em que Cláudia foi baleada, seu primeiro auto de resistência.</p>
<p>Dados esses fatos, fica claro que uma desmilitarização debilitaria demais a força da polícia, impossibilitando qualquer tipo de combate ao crime. Se queremos que alguém suba nos morros para apreender malotes de cocaína e maconha, temos que ter soldados.</p>
<p>Mas será que é mesmo isso que queremos?</p>
<p>Porque soa bem na propaganda eleitoral dizer que o policiamento nas favelas aumentou e que o combate as drogas foi intensificado. Mas o que isso significa de fato é que centenas de Cláudias Silvas Ferreiras vão continuar a morrer. Porque o único jeito de manter o asfalto seguro e ilusoriamente sem drogas é baleando gente inocente no morro.</p>
<p>Continuar a pensar que a brutalidade policial é uma exceção não vai nos levar a lugar nenhum. A violência da polícia brasileira é institucionalizada e necessária para as políticas do governo. Não é possível controlar o comércio de drogas sem o uso brutal da força por parte da polícia. Ao mesmo tempo, a luta contra o tráfico é necessária para manter a legitimidade do estado, que deve sempre se empenhar no combate ao &#8220;crime&#8221;. Com as atuais políticas de drogas, não há nenhuma possibilidade de acabar com a violência policial, porque sem ela o estado não conseguiria afirmar sua força.</p>
<p>Por ora, a PM poderia publicar um panfleto com atividades suspeitas que os cidadãos honestos devem evitar, como ser negro e andar com um copo de café na mão numa favela.</p>
 <p><a href="http://c4ss.org/?flattrss_redirect&amp;id=25680&amp;md5=8b72fbc62da74e6f6cafc43f6e9daff0" title="Flattr" target="_blank"><img src="http://c4ss.org/wp-content/themes/center2013/images/flattr.png" alt="flattr this!"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>She was the Rule, Not an Exception</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 18:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Erick Vasconcelos]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Claudia Silva Ferreira&#8217;s crime, last March 16, was living in the wrong place and having the wrong skin color. She went out to buy bread and ham, a cup of coffee in hand. We can never know how lethal a cup of coffee might be if held by a black, poor woman living on the periphery of a Brazilian city. Police shot the cleaning lady twice, leaving her body stretched on the ground, chest pierced.</p>
<p>She was taken to a police car to be driven to the hospital. The back seat was full of guns, so they couldn&#8217;t put a wounded person there &#8212; they must have their priorities straight. So Claudia was put in the trunk, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lsALsX84HIA">which opened along the way</a> and let her fall to the ground, stuck to the bumper by a piece of clothing, dragged by the car for 1,200 feet. The policemen finally noticed she had fallen and tucked her back in place. She died.</p>
<p>The Military Police denied what residents of Morro da Congonha, Madureira, Rio de Janeiro&#8217;s suburbs, saw. According to them, Claudia was found already shot. In the same operation, the police killed a supposed drug dealer, wounded and arrested another one, seizing four pistols, radios and drugs. It was probably worth it, since drugs destroy families.</p>
<p>If not for the drugs, the Military Police wouldn&#8217;t have been forced to climb the favela hill, wouldn&#8217;t have encountered a menacing and violent 38-year-old black woman holding a cup of coffee, wouldn&#8217;t have been obligated to shoot twice in her direction, entailing the bothersome task of taking her to the car and then to the hospital. And drugs keep tearing families apart. Claudia, for instance, raised 8 children, 4 of her own, 4 nieces and nephews. Her family now is defaced because of drugs.</p>
<p>And how can we demand that the military aid a dying woman? They are the military for a reason. They are called &#8220;soldiers&#8221; (specifically, the policemen involved here were two sub-lieutenants and a sergeant) and sent to war. The idea of protecting people is entirely alien to a military organization and the Military Police proves it every time it invades a favela and sees the residents not as people but as potential collateral damage.</p>
<p>Of those involved, sub-lieutenant Adir Serrano Machado is the most efficient. He has been involved in 57 actions involving some kind of resistance, leaving 63 dead. Sub-lieutenant Rodney Miguel Archanjo has been somewhat more circumspect, having been part of only 5 of those occurrences, with 6 dead. Sergeant Alex Sandro da Silva Alves, on the other hand, debuted on the Sunday in which Claudia was shot, his first resisted operation.</p>
<p>Given all of this, it&#8217;s clear that a demilitarization would weaken the police too much, making it impossible for them to fight crime. If we want someone to go up the favelas to confiscate weed and cocaine, we&#8217;ve got to have soldiers.</p>
<p>But is that really what we want?</p>
<p>It sounds good in political ads to say that police presence in the favelas has increased and that the battle against drugs has been intensified. But what this means is that hundreds of Claudia Silva Ferreiras are going to keep dying. Because the only way to keep an illusion of safe and drug-free cities is to shoot innocent people in the favelas.</p>
<p>To keep thinking that police brutality is an exception will take us nowhere. Brazilian police violence is institutionalized and necessary for the government&#8217;s goals. It is not possible to control the drug trade, or maintain the legitimacy of the state&#8217;s mission to &#8220;fight crime,&#8221; without the use of lethal force. With current drug policy, there&#8217;s no possibility of ending police violence &#8212; without it, the state would never be able to affirm its power.</p>
<p>For now, the Military Police could at least publish a pamphlet listing suspicious activities that honest citizens should avoid, such as being black and walking with coffee.</p>
<p>Translations for this article:</p>
<ul>
<li>Italian, <a href="http://c4ss.org/content/25833" target="_blank">Lei Era la Regola, non l’Eccezione</a>.</li>
</ul>
 <p><a href="http://c4ss.org/?flattrss_redirect&amp;id=25682&amp;md5=f289575bd29b8d52aed102d335903f1c" title="Flattr" target="_blank"><img src="http://c4ss.org/wp-content/themes/center2013/images/flattr.png" alt="flattr this!"/></a></p>]]></content:encoded>
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