<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Center for a Stateless Society &#187; açaí</title>
	<atom:link href="http://c4ss.org/content/tag/acai/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://c4ss.org</link>
	<description>building public awareness of left-wing market anarchism</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Jan 2015 03:46:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=4.0.1</generator>
	<item>
		<title>Per l’Açaí, Contro lo Stato</title>
		<link>http://c4ss.org/content/27509</link>
		<comments>http://c4ss.org/content/27509#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 May 2014 11:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valdenor Júnior]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian]]></category>
		<category><![CDATA[Stateless Embassies]]></category>
		<category><![CDATA[açaí]]></category>
		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
		<category><![CDATA[economics]]></category>
		<category><![CDATA[individual rights]]></category>
		<category><![CDATA[local economy]]></category>
		<category><![CDATA[localism]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://c4ss.org/?p=27509</guid>
		<description><![CDATA[Come tutte le persone nate nello stato di Para, anch’io amo l’açaí (pronunciato assaì). Tutti i paraensi, a prescindere dallo status socio-economico, lo mangiano. È una realtà innegabile della vita nello stato di Para. Se vivi nella capitale, Belem, açaí ti ricorda costantemente che sei nell’Amazzonia, così come gli aironi in centro città. Açaí, preparato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutte le persone nate nello stato di Para, anch’io amo l’açaí (pronunciato assaì). Tutti i paraensi, a prescindere dallo status socio-economico, lo mangiano. <a href="http://g1.globo.com/globo-reporter/noticia/2013/04/pesquisas-provam-que-acai-da-amazonia-derruba-o-colesterol-alto.html">È una realtà innegabile della vita nello stato di Para</a>. Se vivi nella capitale, Belem, açaí ti ricorda costantemente che sei nell’Amazzonia, così <a href="http://https://www.google.com.br/search?q=pra%25c3%25a7a+batista+campos+gar%25c3%25a7as%2520&amp;hs=8ft">come gli aironi in centro città.</a></p>
<p>Açaí, preparato secondo la tradizione, è così amato nello stato di Para che c’è una <a href="http://letras.mus.br/lucinha-bastos/221261/">canzone</a> che dice così: “Chi va a Para si ferma, mangia l’açaí e rimane.”</p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">L’açaí che si vende a Para non è lo stesso che si vende in tutto il Brasile. Il suo aroma vero lo si può trovare solo nella forma pura preparata qui, non in quella diluita e miscelata che si vende altrove.</span></p>
<p>Data la richiesta, chi può avere interesse a minacciare l’açaí tradizionale? Lo stato, ovviamente.</p>
<p>Nel 2010 fu presentato un <a href="http://www.senado.gov.br/atividade/materia/getpdf.asp?t=79773&amp;tp=1">disegno di legge</a> che imponeva la “Pastorizzazione obbligatoria della polpa di açaí.”</p>
<p>Il primo paragrafo dice tutto:</p>
<p style="padding-left: 30px;">§1 La polpa derivata dal frutto dell’aizeiro (<i>Euterpe oleracea</i>) deve essere sottoposto a pastorizzazione secondo regolamenti specifici, con l’obiettivo di prevenire la trasmissione di malattie agli esseri umani.</p>
<p>Il commercio di açaí non pastorizzato (tradizionale) sarebbe stato punibile, la prima volta, con una multa di 1.000 dollari, con il servizio civile e 2.500 dollari di multa la seconda, e con la chiusura dell’attività la terza.</p>
<p>A giustificazione fu citata una malattia chiamata chagas. A difesa del provvedimento, il proponente disse che mangiare açaí non pastorizzato, come accade soprattutto in Amazzonia, “potrebbe diventare un problema di salute pubblica di grosse proporzioni, [perciò] sentiamo che è importante rendere obbligatoria la pastorizzazione della polpa di acaizeiro.” Come <a href="http://ambientes.ambientebrasil.com.br/amazonia/artigos/o_acai_do_para_e_o_mundo.html">notò</a> Flavio Pinto, “i paraensi usano l’açaí da così tanto tempo” che la legge non ha alcun senso. Tanto più che “i venditori adottano già” misure di igiene e di qualità.</p>
<p>La proposta era talmente assurda che la sua approvazione avrebbe reso illegali i “punti vendita tradizionali di açaí in tutto lo stato di Para.” I piccoli ritrovi, “riconoscibili dall’insegna viola, arrivano a 4.000 solo nell’area metropolitana di Belem.” Secondo il Sindacato dei Lavoratori della Frutta e Derivati di Para (Sindfrutas), “l’attività coinvolge oltre 100.000 famiglie soltanto nella regione”.</p>
<p>L’allora presidente di Sindfrutas, Solange Motas, mise in evidenza la perdita di posti che sarebbe risultata: “Il senatore Tiao Viana non ha idea di quanti posti si perderebbero in questa regione. Sappiamo di oltre 4.000 ritrovi che vendono açaí, solo nei dintorni di Belem, e in tutto lo stato il numero dovrebbe superare i 10.000. Il progetto di legge impedirebbe a queste persone di lavorare. È una legge con mille difetti, come si vede già dal testo.”</p>
<p>Comunque la si veda, la proposta era stupida. Dalle drastiche interferenze con le tradizioni locali ai problemi seri che avrebbero avuto migliaia di piccoli commercianti, era chiaramente una legge ingiusta e completamente staccata dalla realtà locale. La ragione prevalse e la proposta di legge, fortunatamente, <a href="http://diariodopara.diarioonline.com.br/n-98651-acai+nao+precisara+ser+pasteurizado.html">fu bocciata</a>.</p>
<p>Ma non dobbiamo fermarci qui. È spaventoso che un senatore federale, a migliaia di chilometri dallo stato di Para, abbia il potere (e la faccia tosta) di proporre un disegno di legge in grado di interferire così pesantemente con le tradizioni locali. È spaventoso il fatto che il parlamento nazionale di Brasilia abbia il potere di passare una legge del genere in grado di alterare profondamente la vita dei paraensi. È chiaramente assurdo pensare che i paraensi, che mangiano açaí da tantissimo tempo, abbiano bisogno di Brasilia per evitare di morire di Chagas.</p>
<p>Certo, potrebbero esserci contaminazioni, occorrono standard di sicurezza sanitaria, ma niente può giustificare la messa al bando dell’açaí non pastorizzato, e niente può togliere all’individuo la libertà di scelta.</p>
<p>È ora di togliere dalle mani del governo la capacità di decidere cosa possiamo e non possiamo mangiare. Dobbiamo impedirgli anche solo di concepire una disegno di legge di quella natura e la possibilità di interferire profondamente con l’attività dell’Amazzonia. Ad essere sinceri, dovremmo approvare una clausola valevole per l’eternità: il diritto inalienabile di mangiare e vendere l’açaí come ci pare. Il diritto ad un açaí che non abbia il gusto amaro dello stato.</p>
<p><a href="http://pulgarias.wordpress.com/" target="_blank">Traduzione di Enrico Sanna</a>.</p>
 <p><a href="http://c4ss.org/?flattrss_redirect&amp;id=27509&amp;md5=9eb01e5c42a9e2f668c1ac29b3fb7414" title="Flattr" target="_blank"><img src="http://c4ss.org/wp-content/themes/center2013/images/flattr.png" alt="flattr this!"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://c4ss.org/content/27509/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<atom:link rel="payment" title="Flattr this!" href="https://flattr.com/submit/auto?user_id=c4ss&amp;popout=1&amp;url=http%3A%2F%2Fc4ss.org%2Fcontent%2F27509&amp;language=en_GB&amp;category=text&amp;title=Per+l%E2%80%99A%C3%A7a%C3%AD%2C+Contro+lo+Stato&amp;description=Come+tutte+le+persone+nate+nello+stato+di+Para%2C+anch%E2%80%99io+amo+l%E2%80%99a%C3%A7a%C3%AD+%28pronunciato+assa%C3%AC%29.+Tutti+i+paraensi%2C+a+prescindere+dallo+status+socio-economico%2C+lo+mangiano.+%C3%88+una+realt%C3%A0+innegabile+della+vita...&amp;tags=a%C3%A7a%C3%AD%2CBrazil%2Ceconomics%2Cindividual+rights%2CItalian%2Clocal+economy%2Clocalism%2CStateless+Embassies%2Cblog" type="text/html" />
	</item>
		<item>
		<title>For Acai, Against the State</title>
		<link>http://c4ss.org/content/27163</link>
		<comments>http://c4ss.org/content/27163#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 May 2014 18:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valdenor Júnior]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commentary]]></category>
		<category><![CDATA[açaí]]></category>
		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
		<category><![CDATA[economics]]></category>
		<category><![CDATA[individual rights]]></category>
		<category><![CDATA[local economy]]></category>
		<category><![CDATA[localism]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://c4ss.org/?p=27163</guid>
		<description><![CDATA[Like any other Para-born person, I like acai (pronounced &#8220;assa-IH,&#8221; people) a lot. Every Paraense, regardless of socio-economic status, eats it. It is an undeniablefact of life in Para. If you live in the capital, Belem, that is a constant reminder that we live in the Amazon, just like the herons downtown. Acai, as it is traditionally...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Like any other Para-born person, I like acai (pronounced &#8220;assa-IH,&#8221; people) a lot. Every Paraense, regardless of socio-economic status, eats it. <a href="http://g1.globo.com/globo-reporter/noticia/2013/04/pesquisas-provam-que-acai-da-amazonia-derruba-o-colesterol-alto.html" target="_blank">It is an undeniablefact of life in Par</a>a. If you live in the capital, Belem, that is a constant reminder that we live in the Amazon, <a href="https://www.google.com.br/search?q=pra%C3%A7a+batista+campos+gar%C3%A7as%20&amp;hs=8ft" target="_blank">just like the herons downtown</a>.</p>
<p>Acai, as it is traditionally made, is so beloved in Para that there is a <a href="http://letras.mus.br/lucinha-bastos/221261/" target="_blank">song</a> with the following verses: &#8220;Anyone who went to Para stopped. They ate acai, stayed.&#8221;</p>
<p>The acai sold in Para is not the same one that is sold all over Brazil. Its real flavor is found in the pure one prepared here, not in the diluted and mixed recipe sold elsewhere.</p>
<p>Who could threaten the traditional acai, if there is such a demand for it? The state, obviously.</p>
<p>In 2010, a <a href="http://www.senado.gov.br/atividade/materia/getPDF.asp?t=79773&amp;tp=1" target="_blank">bill</a> was presented about the &#8220;Mandatory pasteurization of the acai pulp.&#8221;</p>
<p>Its first paragraph laid it out:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8220;§1 The pulp derived from the fruit of the a aizeiro (<i>Euterpe oleracea</i>) should undergo pasteurization, according to specific regulation, with the objective of preventing the communication of diseases to human beings.&#8221;</p>
<p>The commerce of unpasteurized (traditional) acai would be punishable by fines of about $1,000 in the first occurrence, $2,500 and community service in the second and closing of the store in the third.</p>
<p>Chagas disease was the justification for the project. The author defended it on the grounds that eating unpasteurized acai, something that goes on especially in the Amazon, &#8220;could become a public health issue of great proportions, [thus] we find it important to mandate the immediate pasteurization of the acaizeiro fruit pulp.&#8221; As Lucio Flavio Pinto <a href="http://ambientes.ambientebrasil.com.br/amazonia/artigos/o_acai_do_para_e_o_mundo.html" target="_blank">noted</a>, &#8220;it has been so long since acai was adopted by the Paraense,&#8221; that the law does not make any sense. Moreover, hygiene measures and quality standards were &#8220;already adopted by the sellers anyway.&#8221;</p>
<p>The bill was so absurd that its approval would make illegal the &#8220;traditional selling points of acai all over Para.&#8221; The little joints, &#8220;recognizable by their purple sign, add up to over 4,000 only in the Metropolitan Region of Belem.&#8221; According to the Fruit and Derivates Industries Union in Para (Sindfrutas), &#8220;the activity involves over 100,000 families, only in the region.&#8221;</p>
<p>Sindfrutas&#8217;s president at the time, Solange Motas, highlighted the unemployment that would result: &#8220;Senator Tiao Viana has no idea how many people are going to be left jobless in this region. In Belem&#8217;s surroundings only, there are over 4,000 acai joints that we know of, and in the state the number should be over 10,000. They are people who are going to be helpless by this bill. It is a very flawed law, and it shows even in its writing.&#8221;</p>
<p>From every angle, it was a stupid proposal. From the drastic meddling with a local tradition to the serious economic problems that would follow to thousands of small vendors, it was an unjust law and completely oblivious to the local reality. Reason prevailed and the bill, fortunately, <a href="http://diariodopara.diarioonline.com.br/N-98651-ACAI+NAO+PRECISARA+SER+PASTEURIZADO.html" target="_blank">was rejected</a>.</p>
<p>We should not be satisfied, though. It is just amazing that a federal senator, thousands of miles away from the Para, would have the power (and the nerve) to propose such a bill that would interfere so drastically with a local tradition. It is appalling that the National Congress, in Brasilia, even has the power to pass such a law to alter significantly the life of every Paraense. It is so patently absurd to think that the Paraenses, who have been eating acai for so long, would need Brasilia to keep them from dying from Chagas disease.</p>
<p>Contamination can happen, sure, and safety and health procedures are in order, but there is nothing to justify the ban on unpasteurized acai, nothing can take away the right to choose from the individual.</p>
<p>It is time to take back the right from the government to decide what we can or cannot eat. We have to ban the ability of the government even to conceive of a bill of that nature and the possibility of them meddling so deeply in the Amazonian life. Actually, we should pass a new eternity clause: the inalienable right to eat the açaí we want and the inalienable right to sell it. The right to an açaí without the bitter taste of the state.</p>
<p>Translations for this article:</p>
<ul>
<li>Italian, <a href="http://c4ss.org/content/27509" target="_blank">Per l’Açaí, Contro lo Stato</a>.</li>
</ul>
 <p><a href="http://c4ss.org/?flattrss_redirect&amp;id=27163&amp;md5=fdc614bba73076e0fc9b1e8bbb768793" title="Flattr" target="_blank"><img src="http://c4ss.org/wp-content/themes/center2013/images/flattr.png" alt="flattr this!"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://c4ss.org/content/27163/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<atom:link rel="payment" title="Flattr this!" href="https://flattr.com/submit/auto?user_id=c4ss&amp;popout=1&amp;url=http%3A%2F%2Fc4ss.org%2Fcontent%2F27163&amp;language=en_GB&amp;category=text&amp;title=For+Acai%2C+Against+the+State&amp;description=Like+any+other+Para-born+person%2C+I+like+acai+%28pronounced+%26%238220%3Bassa-IH%2C%26%238221%3B+people%29+a+lot.+Every+Paraense%2C+regardless+of+socio-economic+status%2C+eats+it.%C2%A0It+is+an+undeniablefact+of+life+in+Para.+If+you...&amp;tags=a%C3%A7a%C3%AD%2CBrazil%2Ceconomics%2Cindividual+rights%2Clocal+economy%2Clocalism%2Cblog" type="text/html" />
	</item>
		<item>
		<title>Pelo açaí, contra o governo</title>
		<link>http://c4ss.org/content/27158</link>
		<comments>http://c4ss.org/content/27158#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 May 2014 00:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valdenor Júnior]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Portuguese]]></category>
		<category><![CDATA[Stateless Embassies]]></category>
		<category><![CDATA[açaí]]></category>
		<category><![CDATA[Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[direito]]></category>
		<category><![CDATA[direitos individuais]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[estado]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[pará]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://c4ss.org/?p=27158</guid>
		<description><![CDATA[Como qualquer outro paraense, gosto muito de açaí. Todo paraense, independente de condição socioeconômica, toma açaí. Este é um fato incontestável da vida no estado do Pará. Se você mora na capital, Belém, também é uma lembrança constante do fato de vivermos na Amazônia, ao lado de outras, como garças em uma praça em pleno...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Como qualquer outro paraense, gosto muito de açaí. Todo paraense, independente de condição socioeconômica, toma açaí. <a href="http://g1.globo.com/globo-reporter/noticia/2013/04/pesquisas-provam-que-acai-da-amazonia-derruba-o-colesterol-alto.html">Este é um fato incontestável da vida no estado do Pará</a>. Se você mora na capital, Belém, também é uma lembrança constante do fato de vivermos na Amazônia, ao lado de outras, <a href="https://www.google.com.br/search?q=pra%C3%A7a+batista+campos+gar%C3%A7as%20&amp;hs=8ft">como garças em uma praça em pleno centro da cidade</a>.</p>
<p>O açaí, na sua produção tradicional, é tão querido no Pará, que até foi inventada uma <a href="http://letras.mus.br/lucinha-bastos/221261/">música</a> com o seguinte trecho: “Quem foi ao Pará parou. Tomou açaí ficou.”</p>
<p>E o açaí do Pará não é o mesmo que é vendido como energético em outras regiões do país. O seu verdadeiro paladar encontra-se no puro tomado aqui, não no diluído e misturado vendido alhures.</p>
<p>Mas quem poderia ser uma ameaça ao açaí tradicional, se há demanda entre os paraenses para este açaí? Se seu palpite era o estado brasileiro, você acertou.</p>
<p>Em 2010, foi apresentado por um senador <a href="http://www.senado.gov.br/atividade/materia/getPDF.asp?t=79773&amp;tp=1">um projeto de lei</a>, que, em suas próprias palavras, “Dispõe sobre a obrigatoriedade da pasteurização da polpa do açaí.”</p>
<p>Seu artigo 1º dispunha:</p>
<p style="padding-left: 30px;">“Art. 1º A polpa oriunda da desintegração do fruto do açaizeiro (<i>Euterpe oleracea</i>) deve ser submetida à pasteurização, conforme regulamentação própria, com fins de prevenção do contágio de doenças transmissíveis aos seres humanos.”</p>
<p>Ainda se previam punições a quem comercializasse o açaí não pasteurizado (leia-se: tradicional): R$ 2.000 na primeira incidência, R$ 5.000 mais prestação de serviços comunitários na segunda incidência, interdição do estabelecimento, na terceira incidência.</p>
<p>A justificativa do projeto era a prevenção da contaminação pela doença de Chagas. O autor do projeto defendia que referida lei era necessária para evitar que as contaminações por ingestão do açaí não-pasteurizado, que ocorrem principalmente na Amazônia, “venham a se tornar um problema de saúde pública de maiores proporções, [por isso] julgamos importante a obrigatoriedade da pasteurização imediata do produto resultante da desintegração do fruto do açaizeiro”. Mas, como bem apontou <a href="http://ambientes.ambientebrasil.com.br/amazonia/artigos/o_acai_do_para_e_o_mundo.html">Lúcio Flávio Pinto</a>, “tanto tempo depois que o açaí faz parte da mesa do paraense”, a proibição não faz nem sentido. Além disso, cuidados de higiene e normas de qualidade foram “providências que os próprios vendedores passaram a adotar.”</p>
<p>O projeto era tão absurdo que sua aprovação tornaria ilegais “os tradicionais pontos de venda de açaí espalhados pelo Pará. Os pequenos pontos, reconhecidos pela famosa placa cor de vinho com o escrito “açaí”, somam cerca de quatro mil apenas na Região Metropolitana de Belém. Segundo estimativa do Sindicato das Indústrias de Frutas e Derivados do Estado (Sindfrutas), a atividade envolve hoje 100 mil famílias, apenas na RMB”.</p>
<p>A presidente do Sindfrutas à época, Solange Motas, destacou o desemprego que seria ocasionado pela medida: “O senador Tião Viana não tem noção do desemprego que essa medida vai ocasionar na região. Só aos arredores de Belém são mais de quatro mil batedores de açaí catalogados, em todo o Estado devem ser mais de dez mil, que ficarão sem condições de sobreviver. É um projeto que quebra diretamente esses produtores. É um projeto totalmente falho, que mostra a falta de conhecimento até no texto”.</p>
<p>Portanto, de todos os ângulos, seja da alteração drástica do gosto de um alimento tradicional, seja do grave prejuízo econômico que representaria para milhares de pequenos vendedores, seria uma lei injusta e alheia à realidade local. Felizmente, <a href="http://diariodopara.diarioonline.com.br/N-98651-ACAI+NAO+PRECISARA+SER+PASTEURIZADO.html">o projeto foi rejeitado</a>.</p>
<p>Mas isso não deveria nos deixar satisfeitos. O ponto é que é incrível que um senador federal tenha o poder de apresentar uma lei que pudesse fazer tal alteração nesta tradição regional. É incrível que um Congresso legislativo, instalado em Brasília, tenha o poder de aprovar uma lei que pudesse tão dramaticamente alterar a vida dos paraenses, tanto em uma forma típica de nutrição como em uma opção de trabalho de alta demanda. É incrível que se suponha que os paraenses, consumidores de longa data do açaí não pasteurizado, precisariam de Brasília para não morrerem todos de doença de Chagas.</p>
<p>Contaminações podem ocorrer, e medidas de higienização preventivas são valiosas, mas não há nada que justifique o banimento do açaí não pasteurizado, não há nada que justifique tirar o poder de escolher tomar este tipo de açaí de seu legítimo e verdadeiro dono: o indivíduo, neste caso, geralmente paraense.</p>
<p>Então, está na hora de tomarmos de volta do governo federal o poder de decisão sobre que açaí tomar, que é nosso por direito. Banir, assim, a própria possibilidade de um projeto de lei dessa natureza ser apresentado, a própria possibilidade do estado interferir dessa maneira no cotidiano da Amazônia. Por uma nova cláusula pétrea: o direito inalienável de tomar o açaí que queremos tomar e o direito inalienável de vender esse açaí. O direito ao açaí amazônico sem o paladar azedo do estado.</p>
 <p><a href="http://c4ss.org/?flattrss_redirect&amp;id=27158&amp;md5=d6314c9c15eb4773333a3ead60f115c0" title="Flattr" target="_blank"><img src="http://c4ss.org/wp-content/themes/center2013/images/flattr.png" alt="flattr this!"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://c4ss.org/content/27158/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<atom:link rel="payment" title="Flattr this!" href="https://flattr.com/submit/auto?user_id=c4ss&amp;popout=1&amp;url=http%3A%2F%2Fc4ss.org%2Fcontent%2F27158&amp;language=en_GB&amp;category=text&amp;title=Pelo+a%C3%A7a%C3%AD%2C+contra+o+governo&amp;description=Como+qualquer+outro+paraense%2C+gosto+muito+de+a%C3%A7a%C3%AD.+Todo+paraense%2C+independente+de+condi%C3%A7%C3%A3o+socioecon%C3%B4mica%2C+toma+a%C3%A7a%C3%AD.+Este+%C3%A9+um+fato+incontest%C3%A1vel+da+vida+no+estado+do+Par%C3%A1.+Se+voc%C3%AA+mora...&amp;tags=a%C3%A7a%C3%AD%2CBrasil%2Ccongresso%2Cdireito%2Cdireitos+individuais%2Ceconomia%2Cestado%2Cgoverno%2Cpar%C3%A1%2Cblog" type="text/html" />
	</item>
	</channel>
</rss>
